Addio a Enzo Bianchi, il monaco fondatore di Bose. L’allontanamento dalla comunità creata e quelle scelte sofferte dell’amico Papa Francesco

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Si è spento all’età di 83 anni Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, acuto biblista e saggista tra i più prolifici della Chiesa contemporanea. Nato nel 1943 a Castel Boglione, nell’Astigiano, Bianchi è stato per decenni un punto di riferimento spirituale fondamentale per generazioni di credenti e laici. Dopo aver lasciato la guida di Bose nel 2017 e a seguito del progressivo ritiro dovuto a problemi di salute, la sua figura resta legata a una straordinaria eredità culturale — coltivata anche con la nascita della casa editrice Edizioni Qiqajon — ma segnata, negli ultimi anni, dalla sofferta frattura con le istituzioni vaticane e con la stessa realtà da lui creata.La parabola di Bose: dall’intuizione ecumenica alla prova dei dissidiFondata nel 1965 nel Biellese, la Comunità monastica di Bose ha rappresentato per oltre mezzo secolo una delle esperienze spirituali e d’accoglienza più profetiche del post-Concilio, capace di riunire fratelli e sorelle provenienti da Chiese cristiane diverse nel segno della preghiera, del lavoro e dell’ospitalità. Tuttavia, il passaggio di consegne del 2017 tra Enzo Bianchi e il nuovo priore Luciano Manicardi ha aperto una fase d’inaspettata e profonda crisi interna. Le difficoltà nella gestione dell’autorità dell’ex priore e le persistenti incomprensioni nel governo della comunità hanno spinto la Santa Sede a disporre una visita apostolica tra il 2019 e il 2020.La vicenda è poi sfociata in una dura prova ecclesiale: il decreto inappellabile emanato dal Vaticano nel maggio 2020 imponeva a Bianchi di allontanarsi da Bose per trasferirsi a Cellole di San Gimignano, decadendo da ogni incarico. Nonostante il forte legame personale che univa Papa Francesco al fondatore, il Pontefice confermò l’esecutività del provvedimento per tutelare l’autenticità e la comunione fraterna dell’esperienza monastica, scrivendo nel 2021 alla comunità l’accorato invito a «non cedere alla discordia». Un epilogo travagliato e doloroso che non scalfisce, tuttavia, il valore storico e teologico dell’opera avviata da Bianchi sulle colline del Biellese.L'articolo Addio a Enzo Bianchi, il monaco fondatore di Bose. L’allontanamento dalla comunità creata e quelle scelte sofferte dell’amico Papa Francesco proviene da Open.