Zucchine, pollo e caffè: ecco i prodotti che sono diventati beni di lusso. In 5 anni stangata del 30% per le famiglie

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C’è un fenomeno, amaro, che riguarda la pressione dei prezzi sui bilanci delle famiglie italiane. Lo analizza oggi Il Sole 24 ore sottolineando che a luglio l’indice FAO dei prezzi alimentari internazionali ha raggiunto quota 131,1 punti (+0,6% su giugno), toccando il livello più alto da inizio 2023. Sebbene il dato resti lontano dal picco storico registrato a marzo 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina (quando superò quota 160), la dinamica globale continua a scaricarsi con forza sui carrelli della spesa nazionali, complice la forte dipendenza dell’Italia dall’importazione di materie prime agricole.La simulazione: 30 euro in più per lo stesso panierePer quantificare l’impatto reale di questa fiammata inflazionistica, Il Sole 24 Ore ha analizzato l’evoluzione del costo della vita prendendo a riferimento un carrello della spesa da 100 euro del luglio 2021, rappresentativo dei consumi settimanali di una famiglia-tipo composta da una coppia con un figlio.Rivalutando lo stesso paniere di 31 prodotti fondamentali – attraverso l’applicazione dei coefficienti NIC dell’Istat ai dati dell’Osservatorio Prezzi del Mimit – lo scontrino complessivo a luglio 2026 ha raggiunto 129,50 euro. Per acquistare le medesime quantità di cibo si spende oggi il 29,5% in più, un dato che rispecchia fedelmente l’inflazione alimentare misurata dall’Istat nel quinquennio (+30%), a fronte di un’inflazione generale fermatasi al 21%.La mappa dei rincari: impennata per olio, caffè e ortaggiAnalizzando il dettaglio dei singoli prodotti, le impennate più severe, spiega il quotidiano economico, sono registrate nell’arco dei cinque anni e riguardano due capisaldi delle dispense italiane: il caffè tostato che registra un +51% (da 11,64 a 17,55 euro al chilo), l’olio extravergine d’oliva con +47% (da 4,73 a 6,97 euro al litro) e l’ortofrutta, dove il paniere simulato registra un incremento medio del 39%. A guidare i rincari sono le verdure più comuni nei menu quotidiani: zucchine (+51%), pomodori (+45%), patate: (+44%), cavolfiori (+42%) e melanzane (+41%)Più contenuti gli aumenti per carote (+21%) e lattuga (+24%). Per quanto riguarda la frutta (+14% media del paniere), la presenza costante di mele e banane ha mitigato gli sbalzi più pronunciati osservati su fragole (+48%), limoni (+37%) e arance (+31%).Sul fronte delle proteine, la contrazione dei consumi di carne bovina a favore del pollame non ha messo al riparo dalle rincorse dei listini: il petto di pollo ha segnato un +34% (passando da 10,2 a 13,7 euro al chilo), mentre la carne bovina è salita del 31% (+6 euro al chilo). Rincari a due cifre anche per uova (+43%), riso (+44%), pane (+28%) e pasta (+24%).Non solo supermercato: salgono bar, trasporti e serviziL’inflazione non si ferma tra le corsie dei supermercati ma penetra nell’intera routine quotidiana. La pausa al bar per il caffè del mattino registra un incremento del 21% (da 1,07 a 1,30 euro). Considerato il consumo nazionale stimato da Fipe-Confcommercio in circa 6 miliardi di tazzine all’anno, la sola tazzina al bar comporta un esborso aggiuntivo per i consumatori pari a 1,4 miliardi di euro all’anno.Stesso rincaro (+21%) per il panino della pausa pranzo, mentre la cura della persona (parrucchiera ed estetista) richiede il 14% in più. Nemmeno la mobilità offre riparo: per gli spostamenti verso il lavoro si registra un +12,7% per la benzina self-service e un +10% per i biglietti del trasporto pubblico locale, con costi in salita anche per autorimesse (+13%) e manutenzione dell’auto (+20%).L'articolo Zucchine, pollo e caffè: ecco i prodotti che sono diventati beni di lusso. In 5 anni stangata del 30% per le famiglie proviene da Open.