È guerra aperta tra Sigfrido Ranucci e la Rai dopo il siluramento del giornalista dalla conduzione di Report. Nella serata di sabato i legali di Ranucci hanno infatti fatto sapere che contestano formalmente per conto del giornalista la decisione della Rai di sostituirlo alla guida del programma con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Della mossa di Viale Mazzini, si apprende, «si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti». La richiesta di chiarimenti e documentazione, scrivono gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi nella comunicazione alla Rai, «non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale, acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione». È l’inizio di una dura battaglia legale tra Ranucci e la Rai.La lettera degli avvocati di Ranucci Nella contestazione, indirizzata a Paolo Corsini e Felice Ventura, i legali di Ranucci, chiedono di conoscere fatti, circostanze ed avere, entro sette giorni, la relativa documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento ad una “obiettiva situazione di incompatibilità” che si sarebbe determinata, per effetto delle “continue pressioni” a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report, e della diminuita credibilità ed autorevolezza conseguenti a “percezioni di opacità, commistione e interferenze”, come scritto nella decisione con cui la Rai ha rimosso Ranucci senza che vi fosse indicato, sottolineano i legali, «alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni». Le accuse alla Rai «Tale carenza – osservano gli avvocati – appare tanto più rilevante ove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi oggettivamente venuti meno e, dall’altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso». Non è pertanto dato comprendere quali fatti già accertati abbiano consentito all’Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale del Dr. Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti. Parimenti, la comunicazione afferma che la redazione di Report sarebbe «gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta», ma non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell’immediato avvicendamento del Dr. Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma». I legali denunciano, inoltre, «la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità».L'articolo Ranucci-Rai, è guerra aperta: il giornalista contesta la cacciata da Report e chiede il reintegro e il risarcimento danni proviene da Open.