Alla fine del 2025, pochi mesi prima che Usa e Israele aprissero la guerra, l’Iran si era messo in testa di assassinare Yair Netanyahu, il figlio del premier che vive da anni a Miami. E secondo i servizi segreti israeliani era arrivato vicinissimo all’obiettivo. Per questo a dicembre 2025, ha svelato oggi lo Shin Bet, si rese necessaria una missione urgente per riportare in patria il 35enne. «C’era una minaccia significativa di fare del male a Yair Netanyahu. Alla luce di ciò, e dopo una valutazione, si decise insieme alla sua squadra di sicurezza di prenderlo e rimpatriarlo d’urgenza in Israele», ha detto il servizio d’intelligence israeliano, confermando le indiscrezioni e alcune recenti dichiarazioni del premier stesso. Il complotto dell’Iran per uccidere Yair NetanyahuYair Netanyahu, 35 anni, vive da tempo a Miami, in Florida, in un lussuoso appartamento e, quale figlio del premier, con un dispositivo di sicurezza pagato dallo Stato. Per questo è regolarmente bersaglio di critiche in Israele, acuite dal fatto che la sua permanenza di lungo corso negli Usa gli ha consentito di evitare sempre di prestare servizio militare come tutti i giovani israeliani. Ciò non gli impedisce di pontificare quotidianamente sulle scelte di guerra di Israele, da Gaza al Libano, a sostegno delle politiche del padre-primo ministro. La settimana scorsa Benjamin Netanyahu aveva detto in una intervista al Canale 14 israeliano che l’Iran aveva cercato di uccidere uno dei suoi figli, senza fornire altri dettagli. Era stata poi la testata Usa Newsmax a identificare l’obiettivo delle trame di Teheran proprio nel giovane Yair. Secondo fonti d’intelligence, agenti iraniani sarebbero già stati «sul terreno» a Miami monitorando i suoi spostamenti. Per questo si rese necessaria l’operazione d’urgenza, mobilitando per l’occasione agenti dello Shin Bet che si trovavano negli Usa al seguito del presidente d’Israele Isaac Herzog. Il ritorno di Yair in Israele e la campagna elettorale di Netanyahu Non è chiaro per quale ragione i dettagli su quella «fuga organizzata» da Miami emergano ora. L’uscita di Netanyahu, che ha «chiamato» le conferme dei servizi d’intelligence, potrebbe mirare a spiegare al pubblico la ragione per cui Yair si trova ora – ormai da mesi – in Israele. Il 35enne infatti sembra avere tutta l’intenzione di giocare ora un ruolo nella campagna elettorale in vista del voto, in programma il 27 ottobre. L’esito del voto, cui è legato il destino politico e pure giudiziario di Netanyahu padre, appare incertissimo, e la macchina della comunicazione del Likud è attivissima per cercare di delegittimare i suoi avversari – tanto al centro e alla sinistra (il competitor più temuto è ormai l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot) quanto a destra, dove a contendere voti alle fazioni di governo è appena sceso in campo l’ex generale Ofer Winter. Far passare il contestato Yair come «martire mancato» dell’Iran farà parte della strategia?L'articolo L’Iran voleva uccidere il figlio di Netanyahu. Il complotto a Miami e l’operazione per riportarlo «d’urgenza» in Israele proviene da Open.