di Enrico Oliari – Le marine di Somalia e Turchia hanno concluso un’operazione militare durata dieci giorni per liberare la MV Latuf, nave mercantile sequestrata dai pirati al largo del Puntland. Il ministero della Difesa somalo ha annunciato che 14 pirati sono stati uccisi e quattro imbarcazioni utilizzate dagli assalitori sono state distrutte.La nave, battente bandiera del Camerun, era stata dirottata il 17 agosto al largo di Jiifle, nel distretto di Eyl, nella regione di Nugaal. Il mercantile era partito dalla Turchia alla fine di luglio ed era diretto verso il porto di Dar es Salaam, in Tanzania.Secondo Mogadiscio, l’operazione è stata condotta dalla Marina turca in coordinamento con le forze armate somale. Per dieci giorni le unità impegnate nella missione hanno esercitato una forte pressione militare sui pirati, fino a costringere i superstiti ad abbandonare il mercantile. Le forze turche hanno quindi preso il controllo della MV Latuf, che ha potuto riprendere la navigazione.Non sono state diffuse informazioni dettagliate sulle condizioni dell’equipaggio. Un anziano della comunità locale, Abdullahi Warsame, ha tuttavia riferito all’Associated Press che sia la nave sia i membri dell’equipaggio sono stati liberati. Secondo fonti del Puntland citate dalla stampa internazionale, a bordo si trovavano almeno otto persone, tra cui un cittadino turco.Resta invece da chiarire la natura del carico. Alcuni media hanno sostenuto che la MV Latuf trasportasse armi turche, ma né il governo federale somalo né le autorità del Puntland hanno confermato questa ricostruzione.L’intervento è stato condotto nel quadro dell’accordo di cooperazione nel settore della difesa tra Ankara e Mogadiscio, che comprende anche il rafforzamento delle capacità somale nella sorveglianza delle coste e nella lotta alla pirateria. La Turchia è da anni uno dei principali partner militari della Somalia e partecipa alle operazioni internazionali contro la pirateria nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano.Il sequestro della MV Latuf si inserisce in una nuova crescita dell’attività dei pirati nel Corno d’Africa. Secondo un’analisi dell’Afp basata sui dati dell’Organizzazione marittima internazionale, dall’inizio del 2026 sono stati registrati almeno 15 attacchi al largo della Somalia, il livello più elevato dal 2013. Quattordici di questi episodi sarebbero avvenuti negli ultimi mesi.La situazione rimane critica. Almeno cinque navi risulterebbero ancora nelle mani dei pirati somali, mentre l’ultimo dirottamento segnalato risale al 20 agosto al largo dello Yemen.La pirateria somala aveva raggiunto il suo massimo nel 2011, quando venivano registrati circa 200 attacchi all’anno. Il dispiegamento di unità navali internazionali, l’impiego di guardie armate sui mercantili e il rafforzamento delle forze marittime locali avevano successivamente ridotto drasticamente il fenomeno. La nuova serie di sequestri, soprattutto nell’area di Eyl, storico centro della pirateria del Puntland, segnala tuttavia che la minaccia è tornata a rappresentare un problema significativo per le rotte commerciali tra il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano.