Mario Calabresi lascia Be Water e chiude, almeno per ora, il capitolo editoriale della sua carriera. Dal primo settembre l’ex direttore di Repubblica e Stampa lascia tutte le cariche ricoperte nel gruppo, cede alla società l’intera partecipazione azionaria e abbandona anche la direzione editoriale di Chora e Will Media. Nessun sostituto: le deleghe saranno redistribuite internamente. C’è già la corsa a dire che si candiderà a Palazzo Marino nel 2027, per sostituire Giuseppe Sala, ma non c’è ancora nulla di ufficiale.L’addio a Be WaterIl comunicato diffuso da Be Water parla esplicitamente di un «nuovo e diverso percorso personale non editoriale», ma non contiene alcun riferimento alla politica né, tantomeno, a una candidatura a sindaco di Milano. L’addio, però, è netto. «Lascio Be Water con gratitudine e commozione», dice Calabresi, ricordando il progetto nato oltre sei anni fa insieme a Guido Maria Brera con la fondazione di Chora Media, poi confluita con Will Media nel gruppo Be Water.Calabresi rivendica il percorso compiuto: «Vedere cosa è diventata quell’intuizione, essere riusciti ad affermare un modo nuovo di fare narrazione e informazione, aver aggregato Will, Cronache di Spogliatoio e trasformato i nostri prodotti in programmi televisivi, serie e film, è la soddisfazione più grande di questi anni».La decisione, precisa la società, avviene su sua richiesta ed è stata condivisa con gli azionisti. Calabresi si dedicherà ora a nuove attività non editoriali. «Chiudo un capitolo importante della mia vita per essere libero di intraprendere un nuovo e diverso percorso personale», spiega ancora.Anche Guido Maria Brera sottolinea la separazione professionale dopo una scommessa comune: «Insieme a Mario anni fa abbiamo lanciato una scommessa che si è rivelata vincente, anche se a molti sembrava impossibile». Brera parla di una Be Water «forte e in crescita» e assicura che, pur separandosi le strade professionali, resteranno «l’amicizia e la stima di tutto il Gruppo».L’ipotesi Palazzo MarinoSul piano politico, l’uscita da Be Water avvicina inevitabilmente Calabresi alla corsa per Palazzo Marino nel 2027 come possibile sostituto di Beppe Sala, anche se l’ufficialità ancora non c’è. Il suo nome circola da mesi nel centrosinistra e il nodo resta quello delle primarie: una parte del Pd vorrebbe i gazebo, un’altra preferirebbe una candidatura civica condivisa. La scelta di liberarsi da incarichi editoriali e partecipazioni societarie elimina intanto uno dei principali ostacoli a un’eventuale discesa in campo.L'articolo Calabresi lascia tutto, ma la candidatura a sindaco non è ancora ufficiale proviene da La Verità.