di Enrico Oliari – La Russia sta preparando una nuova serie di “attacchi massicci” contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca, presentando l’operazione come una risposta ai continui raid condotti da Kiev contro infrastrutture civili e impianti del settore petrolifero ed energetico russo. Il 26 agosto è stata attaccata e distrutta la raffineria della Lukoil a Kstovo, nell’oblast di Nizhny Novgorod, il 28 agosto quella di Yaroslav, nell’omonimo oblast, mentre oggi la stessa sorte è toccata all’impianto di Kinef di Kirishi, nell’oblast di Leningrado. Le altre raffinerie colpite e/o distrutte da giugno sono quelle di Kapotnya a Mosca (16 giugno); Omsk (oblast di Omsk, 6 luglio); Syrzan (oblast di Samara, 12 luglio); Ryazan (oblast di Ryazan, 29 luglio); Volgograd (oblast di Volgograd, 31 luglio); Saratov (oblast di Saratov, 2 agosto); Yaroslav (oblast di Yaroslav6 agosto); Ilsky (territorio di Krasnodar, 8 agosto); Orsk (oblast di Orenburg, 11 agosto); Salavat (Bashkortostan), 13 agosto); Ufa (Bashkortostan, 19 agosto); Nizhnekamsk (Tatarstan, 19 agosto); Perm (territorio di Perm, 21 agosto); Afipsky (territorio di Krasnodar, 25 agosto); Novoshakhtinsk (oblast di Rostov, 25 agosto). Sono quindi 18 le raffinerie ad oggi messe fuori uso dagli attacchi ucraini.L’annuncio arriva mentre entrambe le parti stanno intensificando gli attacchi a lunga distanza.Mosca in realtà ha già aumentato la pressione aerea sull’Ucraina. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, nell’ultima settimana le forze russe hanno impiegato quasi duemila droni d’attacco, oltre 1.600 bombe aeree e 31 missili di diverso tipo, compresi, secondo Kiev, missili balistici nordcoreani.Uno degli attacchi più pesanti ha colpito Myla, nella regione di Kiev, dove un drone russo ha centrato un deposito militare contenente proiettili d’artiglieria, mine, droni e altre munizioni. Le successive esplosioni hanno provocato almeno 38 morti e 20 feriti, mentre quattro persone risultano ancora disperse.Mosca ha inoltre rivendicato nuovi attacchi contro strutture che ritiene collegate all’apparato militare ucraino, tra cui un impianto di Kiev i cui magazzini, secondo il ministero della Difesa russo, sarebbero stati utilizzati per conservare esplosivi, oltre a strutture per la produzione di droni e munizioni.