Strage di Brandizzo, tre anni fa la tragedia. La madre di un operaio morto: “Fatto nulla per la sicurezza”

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Brandizzo ha ricordato le vittime dell’incidente ferroviario del 30 agosto 2023 in cui persero la vita cinque operai di una società che lavorava per Rfi, mentre erano al lavoro sui binari della stazione della cittadina in provincia di Torino. Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera furono travolti da un treno in transito che si portò via le loro vite. Una ferita ancora viva e un dolore che non passa per i familiari dei lavoratori, che hanno partecipato a una commemorazione sentita e commovente a tre anni dal disastro. Alcuni di loro indossavano t-shirt con il volto del parente perduto. Insieme alle autorità locali e ai rappresentanti delle organizzazione sindacali, con in testa la sindaca di Brandizzo, Monica Durante, hanno preso parte prima a un ricordo in Comune, poi alla messa nella Chiesa di San Giacomo Apostolo. Da lì al termine della funzione hanno marciato in corteo verso il piazzale della stazione, per la cerimonia di omaggio per le vittime. Davanti alla lapide con i nomi degli operai morti sono stati deposti fiori ed è stato osservato un minuto di silenzio, poi una banda ha intonato con le trombe il silenzio, infine il fischio del treno, con i volti commossi dei familiari. Tra di loro, oltre al dolore, c’è anche rabbia, come quella espressa dalla madre di Giuseppe Aversa, Lidia Orastella, che dice a LaPresse: “Sulla sicurezza non è stato fatto niente, a noi non ci calcolano, noi non siamo niente, non sono niente quelli che sono morti, li hanno mandati allo sbaraglio a morire. Hanno preso i soldi del Pnrr, ma perché non hanno investito qualcosa sulla sicurezza? Non è stato fatto niente, non hanno nessun rispetto, né per noi né per i morti”, le parole amare e dure della donna, che poi guarda al processo, con scarsa fiducia di giustizia. “Adesso ci sarà il processo, la prima udienza: si spera che vengano puniti, – prosegue la donna –  perché quelli continuano a fare i loro comodi e i nostri non ci sono più”. “E poi ci danno delle tabelle (per i risarcimenti ndr): perché il dolore si misura con le tabelle? Basta, basta”, conclude la signora.“Ricordare è un dovere morale, ma non basta, la sicurezza viene prima del profitto, ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato“, ha detto la sindaca Durante, sottolineando che il Comune si costituirà parte civile nel processo. Il procedimento si aprirà il 30 settembre Ivrea: alla sbarra 21 imputati, tra persone fisiche e società con accuse a vario titolo di omicidio colposo e disastro colposo.Questo articolo Strage di Brandizzo, tre anni fa la tragedia. La madre di un operaio morto: “Fatto nulla per la sicurezza” proviene da LaPresse