Partigiani, parenti, 18enni: le primarie sono diventate un casting

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Più che un’alleanza politica, il cosiddetto “campo largo” somiglia sempre di più a un reparto di ortopedia d’emergenza, dove l’unico vero obiettivo è procurarsi scorte infinite di cerotti e tintura di iodio. Nel centrosinistra, infatti, la parola “primarie” è diventata una vera e propria ferita aperta, uno strappo doloroso che fa tremare i polsi a Elly Schlein e agita i notabili del Nazareno, e non solo. E, data la totale assenza di idee sensate e di pragmatismo, per la scelta dei candidati ci si affida al surrealismo puro.Prendete le ultime uscite dei nostri illuminati progressisti. Nel disperato tentativo di trovare una sintesi impossibile tra correnti che si detestano cordialmente, si è aperta una lotteria di nomi e categorie che supera la fantasia di un autore di cabaret. Prima ci si è messi a invocare il candidato simbolo, magari un bel diciottenne preso a caso per fare il premier d’ordinanza, oppure direttamente un bel partigiano centenario, giusto per non farsi mancare il richiamo storico di rito all’antifascismo. Ma siccome la liturgia rischiava di sembrare persino troppo sobria, ecco l’alzata d’ingegno di Angelo Bonelli, che rilancia con l’idea di candidare il parente di una vittima della strage di Bologna. Insomma, manca solo il sorteggio alla sagra del paese e poi avremmo esaurito il repertorio del populismo sentimentale.A sinistra, il cortocircuito è dunque totale. Da un lato c’è chi lancia l’idea di candidati d’accatto pur di saltare il fosso delle primarie; dall’altro il Pd si lecca le ferite, diviso tra chi invoca calcoli impossibili e chi spera in una legge elettorale che salvi il salvabile. Nel frattempo, Giuseppe Conte, al momento unico vero candidato in campo, osserva sornione, pronto ad approfittare delle allegre sbandate dei compagni di coalizione.Leggi anche: Campo largo, guerra totale sul leader: Schlein nel tritacarneEnergia green, il campo largo si divide anche sulle pale eolicheE del resto, come biasimarlo, vista la situazione tragicomica in cui imperversano i colleghi campolarghisti, a partire da quelli del Pd, emblema perfetto della confusione totale che regna incontrastata a sinistra. D’altronde, una forza politica che riduce la scelta del proprio leader a un esercizio di archeologia militante o a un casting di comparse da reality show dimostra di aver smarrito davvero ogni visione politica.Salvatore di Bartolo, 30 agosto 2026L'articolo Partigiani, parenti, 18enni: le primarie sono diventate un casting proviene da Nicolaporro.it.