Caro Salvini, sugli extraprofitti sbagli di grosso

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Dato che non sono iscritto ad alcun partito, posso permettermi il lusso di dire la mia sulla questione sempre calda dei cosiddetti extraprofitti. Una questione sulla quale la penso sostanzialmente come il titolare di questo giornale e che, per semplificare, potremmo paragonare alla celebre battuta di Fantozzi sulla corazzata Potëmkin: una cagata pazzesca! Ciononostante, dato che siamo già in campagna elettorale, laddove tutti, nessuno escluso, propongono ricette socialiste con diverse sfumature (c’è chi promette di massacrare di tasse i ricchi, o presunti tali, con lo scopo di distribuire i proventi al popolo, e chi sostiene di tagliare in modo feroce la pressione fiscale e la burocrazia senza però ridurre di una virgola la spesa pubblica, al massimo di riqualificarla).Per semplificare, destino abbastanza comune in molte democrazie basate sul suffragio universale, quasi nessuno ha il coraggio di prendere misure impopolari di lungo respiro, limitandosi a barcamenarsi con un sistema pubblico che oramai controlla e intermedia oltre metà della ricchezza prodotta ogni anno. In questo senso, l’Italia, con il suo colossale debito pubblico, rappresenta da sempre un modello negativo.Pertanto, a causa della crisi energetica innescata dalla dissennata iniziativa di Donald Trump di attaccare l’Iran senza un piano strategico ben definito, i cittadini e le imprese si trovano a fare i conti con un’impennata dei prezzi che, nel prossimo inverno, se la situazione del mercato dei combustibili fossili non si dovesse normalizzare, rischia di diventare drammatica. Ebbene, in questo quadro era inevitabile che persino dalle parti del governo la propensione a proporre ricette facili e di impatto immediato per problemi complessi venisse cavalcata da qualcuno in caccia di consensi, come il buon Matteo Salvini.Infatti, intervenendo a La Piazza di Affaritaliani, il vicepresidente del Consiglio ha lanciato la sua proposta per calmierare i prezzi crescenti dei carburanti e delle bollette: «Io parto dai numeri – argomenta Salvini -. Cinque banche in Italia hanno fatto 47 miliardi e mezzo di utili, una parte dei quali arriva dalle commissioni imposte ai cittadini e sono garantiti dallo Stato. Sono le stesse banche che hanno chiuso 11 mila sportelli e lasciato a casa 5.621 dipendenti in 6 mesi». Salvini ha poi parlato anche di un «contributo da chiedere ad aziende energetiche e petrolifere. Non si tratta – ha concluso il leader della Lega – di comportarsi come l’Urss o di far venire l’orticaria a qualcuno. La nostra proposta si poggia su dati. Io preferisco chiedere un sacrificio a 5 banchieri che a 50 milioni di italiani. Chi si oppone non può risponderci “perché no”, deve argomentare».Bene, a parte che le banche, come il resto delle imprese di questo disgraziato Paese, pagano fior di imposte sui propri utili. Ma l’idea di imporre un prelievo aggiuntivo su redditi già tassati non fa altro che minare il già precario rapporto di fiducia tra il fisco e i contribuenti, facendo passare il principio funesto della retroattività tributaria.Leggi anche: Tassa extraprofitti, a piangere saremo solo noiTassa extraprofitti: a rimetterci saremo noi, non i petrolieriInoltre, ed è questo che forse sfugge ai proponenti di questo colpo di genio, chi credete che alla fine della fiera pagherà il conto di una tale operazione? Ve lo dico io: il sistema nel suo complesso, ovvero tutti noi. In sostanza, le aziende cercheranno di traslare in tutti i modi sui clienti e i consumatori finali i costi del prelievo aggiuntivo; mentre chi sarà meno abile nel farlo si troverà nella necessità di disporre di meno utili per gli investimenti, il che significa anche meno occupazione, con minori dividendi da distribuire al popolo degli azionisti.Quindi, in conclusione, invece di mettere in piedi un piano energetico nazionale, che preveda, ad esempio, la costruzione di numerosi e sempre più necessari termovalorizzatori (caliamo un velo pietoso sul nucleare; un vero tabù in Italia), a ogni crisi noi preferiamo baloccarci con la facile retorica di far pagare il conto ai ricchi e alle grandi aziende, che sempre meno grandi saranno con questa politica di piccolo cabotaggio.Claudio Romiti, 30 agosto 2026L'articolo Caro Salvini, sugli extraprofitti sbagli di grosso proviene da Nicolaporro.it.