Qui al bar un po’ ci piace vincere facile: le profezie su Ceuta erano, in realtà, un gol a porta vuota. Non ci voleva un raffinato analista geopolitico per intuire che la narrazione del “tutto bene, tutto risolto in 48 ore”, messa in giro dal governo di Pedro Sanchez e subito ricomprata da tutta la sinistra occidentale, Pd e M5s in testa, era una fesseria. Adesso raccogliamo diverse conferme.Primo, non è vero che gli irregolari sono stati tutti rimpatriati: a Ceuta rimangono a bivaccare ancora migliaia di persone e soprattutto c’è un problema di minori non accompagnati. Le espulsioni record di Sanchez non esistono. Esistono, invece, gli stupri dei migranti che, si scopre, sono compiuti da… altri migranti: gli otto presunti autori delle violenze, fermati dalle autorità, sono quattro marocchini (il 50%), tre spagnoli e un belga. Era facile capire anche che Sanchez non aveva argomenti per giustificare la sua insipienza.E infatti, tornato con calma dalle vacanze, le ultime da inquilino della Moncloa, se l’è presa con Putin e con gli ebrei. Un classicone. Infine, è risultato validato dai fatti anche il timore che, nella folla di clandestini che si è riversata sull’exclave iberica, ci fossero dei fondamentalisti islamici: la Guardia civil ha cacciato tre sospetti jihadisti.Dunque, bene ha fatto l’Italia a ripristinare rigidi controlli alle frontiere. La domanda seria, inquietante, è: cosa avrebbe fatto la sinistra, se in questo momento, al governo, ci fossero stati Giuseppe Conte o Elly Schlein? Nulla. Frontiere colabrodo, magari anche qui regolarizzazioni di massa, nella speranza di attirare i voti degli stranieri. Su Ceuta avevamo ragione noi. E, purtroppo, abbiamo ragione anche sul vero programma del campo largo.Il Barista, 2 settembre 2026L'articolo Toh, su Ceuta avevamo ragione noi proviene da Nicolaporro.it.