Il 2 settembre 1966, a Coatzacoalcos, in Messico, nasceva Salma Hayek. Oggi, sessant’anni dopo, il suo nome è diventato sinonimo di cinema internazionale, ma la strada che l’ha portata fino a Hollywood è stata tutt’altro che immediata. Prima c’è stata la televisione messicana, poi la decisione di lasciare il proprio Paese per inseguire un sogno che sembrava enorme, forse persino troppo grande: diventare un’attrice negli Stati Uniti.Hayek aveva già conosciuto il successo in patria grazie a Teresa, la telenovela che negli anni Ottanta l’aveva trasformata in un volto popolarissimo. Ma quella notorietà non le bastava. Nel 1991 arriva a Los Angeles e ricomincia praticamente da capo. Studia recitazione con Stella Adler, affronta le difficoltà di un’industria nella quale le attrici latinoamericane rischiavano di essere incasellate molto facilmente e cerca il modo di costruirsi una carriera che non dipenda soltanto dalla sua bellezza. È una parte della sua storia che spesso viene messa in secondo piano quando si parla della Salma Hayek diva, moglie di François-Henri Pinault e presenza immancabile sui red carpet. Eppure è proprio da quella ostinazione iniziale che nasce tutto il resto.Prima di Hollywood c’era il MessicoNel suo Paese Salma aveva già dimostrato di non voler essere soltanto un volto televisivo. Nel 1994 interpreta Alma in Midaq Alley. Nel cuore della città, film diretto da Jorge Fons e tratto dal romanzo di Naguib Mahfouz. Il personaggio è quello di una giovane donna che vive in un quartiere povero di Città del Messico e la prova le permette di ottenere il premio Ariel, uno dei più importanti riconoscimenti del cinema messicano.È un passaggio significativo perché mostra una Hayek ancora lontana dall’immagine che Hollywood avrebbe costruito intorno a lei. Il cinema diventa lo spazio nel quale può dimostrare di essere molto più di una presenza scenica. Poi arriva Robert Rodriguez.Salma Hayek e Vincent Cassel in Sacrifice (2025)Foto: IMDbVenezia 2026, George Clooney apre la Mostra: tutte le star atteseDesperado e quella porta spalancata su HollywoodNel 1995 Desperado cambia il corso della sua carriera. Rodriguez la sceglie per affiancare Antonio Banderas e Hayek diventa Carolina, la proprietaria di una libreria che si ritrova coinvolta nella storia di vendetta del protagonista.Il film funziona e il pubblico americano comincia a conoscerla. Carolina è sexy, certo, ma anche ironica, coraggiosa e capace di stare dentro l’azione. Soprattutto, è il primo grande ruolo che le permette di smettere di essere “l’attrice messicana arrivata a Hollywood” e di diventare semplicemente Salma Hayek. Rodriguez tornerà più volte nella sua carriera. E proprio con lui arriva, l’anno successivo, uno dei personaggi destinati a rimanere impressi nell’immaginario collettivo.Antonio Banderas and Salma Hayek in Desperado (1995)Foto: IMDbYouth, la nuova serie comedy HBO con Sharon Horgan debutta il 21 settembreSantanico Pandemonium e pochi minuti che bastanoIn Dal tramonto all’alba Hayek interpreta Santanico Pandemonium, la regina dei vampiri del Titty Twister. La sua presenza nel film è relativamente breve, ma la scena della danza con il pitone albino diventa immediatamente memorabile.È curioso che uno dei momenti più celebri della sua carriera duri così poco. Ma quella sequenza contribuisce a creare l’immagine di una nuova star: magnetica, sensuale, ironica e perfettamente a suo agio anche nel cinema più folle di Rodriguez. Per qualche anno Hollywood sembra volerla soprattutto in quella direzione. Commedie romantiche, film d’azione, ruoli sensuali. Hayek, però, non sembra avere intenzione di fermarsi lì.Il momento in cui Salma Hayek decide chi vuole essereLa vera svolta arriva con Frida. E qui la differenza è enorme. Nel 2002 Hayek interpreta Frida Kahlo, ma soprattutto porta sullo schermo un progetto che desiderava da tempo. L’attrice non si limita a recitare: partecipa alla produzione del film e investe personalmente nella realizzazione della storia della pittrice messicana.Interpretare Frida significa confrontarsi con una donna diventata simbolo internazionale della cultura messicana, con una vita segnata dal dolore, dalla malattia, dall’amore, dall’arte e da una personalità impossibile da semplificare. Hayek affronta il ruolo con una partecipazione evidente e il risultato cambia definitivamente il modo in cui viene percepita.Arriva la candidatura all’Oscar come miglior attrice, oltre a quelle ai Golden Globe e ai BAFTA. È la prima attrice messicana a ottenere una nomination all’Oscar in quella categoria. La ragazza partita dal Messico per studiare recitazione a Los Angeles ha ormai raggiunto il punto che inseguiva. Ma Frida fa anche qualcosa di più: dimostra che Salma Hayek vuole avere voce nelle storie che racconta, non soltanto essere scelta per interpretarle.Salma Hayek in Frida (2002)Foto: IMDbI Flintstones tornano con Ryan Gosling: Hollywood ha davvero finito le idee?Dalla sensualità all’ironia, senza perdere il controlloNegli anni successivi Hayek continua a cambiare registro. In Bandidas torna a lavorare con Penélope Cruz, sua amica di lunga data, e interpreta Sara Sandoval, una ragazza dell’alta società che finisce per diventare una fuorilegge. È un film divertente, volutamente sopra le righe, ma anche un progetto che conferma il suo interesse per la produzione. Hayek e Cruz non sono soltanto davanti alla macchina da presa: partecipano alla realizzazione del film.La sua carriera, intanto, continua a muoversi in più direzioni. Arrivano le commedie con Adam Sandler, i film indipendenti e ruoli sempre più lontani dalla semplice immagine di diva. Nel 2012, in Le belve di Oliver Stone, interpreta Elena Sánchez, potente e spietata boss di un cartello della droga. È un personaggio che sfrutta il suo lato elegante per renderlo ancora più minaccioso. Non ha bisogno di urlare per mettere paura: il potere di Elena sta soprattutto nella freddezza.Salma Hayek and Penélope Cruz in Bandidas (2006)Foto: IMDbEllen Pompeo torna medico in TV, ma non è Meredith Grey: arriva “Not a Sound”La Regina di Selvascura e il gusto di essere cattivaTre anni dopo Matteo Garrone le affida uno dei ruoli più particolari della sua filmografia. In Il racconto dei racconti Hayek è la Regina di Selvascura, una sovrana consumata dal desiderio di avere un figlio.La sua ossessione la spinge verso una serie di decisioni sempre più estreme, fino al gesto terribile di mangiare il cuore di un drago marino. È una fiaba oscura, lontana anni luce dai blockbuster americani dei suoi primi anni. Hayek sembra divertirsi a esplorare proprio questa distanza. La sua carriera comincia a raccontare una donna che non ha più bisogno di dimostrare di poter stare a Hollywood: può scegliere.Salma Hayek e John C. Reilly in Il racconto dei racconti (2015)Foto: IMDbYouma Diakité racconta in esclusiva: «Robert De Niro mi corteggiò a 25 anni»Beatriz, quando la forza sta nella fragilitàNel 2017 arriva Beatriz at Dinner, un film molto più intimo. Hayek interpreta Beatriz, una terapista olistica immigrata che viene invitata a una cena organizzata da una famiglia ricchissima.Il personaggio entra in quella casa come un corpo estraneo e osserva un mondo che non sente suo. Non c’è l’azione di Desperado, non c’è il glamour di Santanico, non c’è la teatralità di Frida. C’è una donna che ascolta, osserva e lentamente porta a galla le contraddizioni delle persone intorno a lei. È uno dei ruoli che meglio raccontano la maturità raggiunta dall’attrice: Hayek non deve più occupare la scena con la forza. Le basta esserci.Pina Auriemma, la sorpresa di House of GucciNel 2021 arriva un’altra trasformazione. Ridley Scott la sceglie per House of Gucci, affidandole il ruolo di Giuseppina “Pina” Auriemma, la sedicente veggente e amica di Patrizia Reggiani. Accanto a Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto e Al Pacino, Hayek costruisce un personaggio sopra le righe, ambiguo e quasi grottesco. Anche in questo caso sceglie di allontanarsi dalla propria immagine abituale.Nello stesso anno entra anche nel Marvel Cinematic Universe con Eternals, dove interpreta Ajak, leader spirituale degli Eterni. Nei fumetti il personaggio era maschile; nel film viene reinterpretato al femminile e affidato proprio a lei. È un altro tassello di una carriera che sembra non avere un’unica direzione.Salma Hayek in Eternals (2021)Foto: IMDbZendaya compie 30 anni: da Disney a Hollywood, i ruoli che hanno costruito un’iconaA 60 anni la storia continuaNegli ultimi anni Hayek ha continuato a lavorare tra cinema e produzione. Nel 2024 è protagonista di Senza sangue, diretto da Angelina Jolie e tratto dal romanzo di Alessandro Baricco. Interpreta Nina, una donna che da bambina sopravvive al massacro della propria famiglia e, mezzo secolo più tardi, torna a confrontarsi con uno degli uomini coinvolti nella tragedia. Anche il recente Sacrifice, diretto da Romain Gavras e arrivato in Italia nel 2026, la vede ancora impegnata sul grande schermo, questa volta accanto a Vincent Cassel, Anya Taylor-Joy, Chris Evans e Charli XCX.Nel frattempo c’è anche tutto quello che accade fuori dal set. Hayek ha fondato la casa di produzione Ventanarosa, ha lavorato come produttrice esecutiva e regista e ha ricevuto un Daytime Emmy per la regia di The Maldonado Miracle. Ha sostenuto campagne contro la violenza sulle donne e per l’empowerment femminile, mettendo la propria notorietà al servizio di cause sociali. E poi c’è la famiglia: dal 2006 è legata a François-Henri Pinault, con cui ha avuto la figlia Valentina Paloma. I due si sono sposati nel 2009, prima a Parigi e poi con una seconda celebrazione a Venezia.A sessant’anni, però, la parte più interessante della storia di Salma Hayek resta forse quella professionale. Perché la sua carriera non è stata costruita scegliendo una sola immagine e ripetendola all’infinito. È partita da una telenovela messicana, ha attraversato il cinema d’azione, ha giocato con la commedia, ha inseguito il cinema d’autore, ha interpretato una delle artiste più importanti del Novecento, una regina ossessionata, una criminale, una veggente e persino una leader intergalattica. E se Frida è stato il ruolo che le ha permesso di dimostrare fino a dove potesse arrivare, forse è l’insieme di tutti questi personaggi a raccontare davvero chi è diventata Salma Hayek: un’attrice che ha passato trent’anni a sfuggire alle etichette che Hollywood avrebbe potuto appiccicarle addosso.| Da Rumors.it