L’Islanda viaggia verso la vittoria del ‘no’ al referendu suinegoziati per aderire all’Unione europea. Con lo spoglio ormai prossimo alla chiusura – come riferisce l’emittente Ruv – il ‘no’ è al 52,5% mentre il ‘sì’ è al 47,5%. Si attendono soltanto i voti della delle circoscrizioni del sud-ovest, che comunque dovrebbero essere in linea con i voti ottenuti finora. Il quesito referendario in Islanda Gli elettori islandesi si sono recati ieri, 29 agosto, alle urne per decidere se Reykjavik debba riprendere i negoziati, interrotti da oltre un decennio, per l’adesione all’Unione europea. Sul referendum pesa anche il clima di crescente incertezza nell’Atlantico settentrionale, dopo le ripetute dichiarazioni di Donald Trump sul controllo della vicina Groenlandia. Circa 265mila elettori sono stati chiamati a rispondere a una domanda: se l’Islanda debba riprendere i negoziati di adesione all’Ue. In caso di vittoria del “no”, la questione potrebbe uscire dall’agenda politica per almeno una generazione. Un successo del “sì” aprirebbe invece una nuova fase negoziale con la Commissione europea, articolata su 35 capitoli, dall’economia ai diritti umani. Il voto non rappresenterebbe tuttavia una decisione definitiva sull’adesione. La premier Kristrún Frostadóttir ha ricordato che, una volta raggiunto un eventuale accordo con Bruxelles, gli islandesi sarebbero chiamati nuovamente alle urne per approvarlo. Al centro della campagna c’è soprattutto la pesca, settore fondamentale per l’economia e l’identità nazionale. L’ingresso nell’Ue comporterebbe infatti l’adesione alla politica comune della pesca, con l’accesso alle acque islandesi per i pescherecci di altri Paesi membri. Il governo punta a negoziare un accordo speciale, anche con una possibile esclusione dalla normativa europea. Il dibattito è stato però influenzato anche dalle tensioni sulla Groenlandia, distante appena 290 chilometri dall’Islanda. Le dichiarazioni di Trump hanno alimentato tra parte dell’opinione pubblica il timore che Washington possa in futuro avanzare analoghe pretese sull’Islanda e hanno rafforzato, secondo i sostenitori del “sì”, l’idea che un legame più stretto con l’Europa possa offrire maggiori garanzie di sicurezza. L’Islanda è già parte del mercato unico europeo e dell’area Schengen. I contrari all’adesione ritengono quindi che l’attuale assetto garantisca al Paese i benefici dell’integrazione europea senza le rinunce di sovranità legate all’ingresso nell’Ue.Questo articolo Referendum Islanda: verso il ‘no’ ai negoziati sull’Unione europea proviene da LaPresse