ERRORI ARBITRALI – Il campionato è appena iniziato, ma il nuovo corso arbitrale ha già aperto il primo grande dibattito. La linea indicata da Daniele Orsato sembra chiara: meno interventi del VAR, più centralità dell’arbitro e maggiore tolleranza per gli episodi valutativi. Una filosofia che punta a rendere il gioco più fluido, ma che inevitabilmente porta con sé una domanda: dove finisce una normale valutazione e dove comincia l’errore da correggere?Il primo caso è arrivato in Genoa-Napoli, con il gol di De Bruyne. Il belga entra in contatto con Vásquez prima di segnare e il Genoa protesta per una presunta spinta. Di Bello lascia correre e il VAR non interviene. La decisione è stata successivamente difesa dalla commissione arbitrale: non un chiaro errore, ma un episodio valutativo sul quale deve prevalere la scelta dell’arbitro. Il secondo episodio è quello di Juventus-Parma, con il contatto tra Alajbegovic e Keita. Anche qui Fourneau lascia proseguire e la sala VAR non lo richiama. Il contatto c’è, ma l’interpretazione prevalente è che il giocatore della Juventus non commetta fallo.Due episodi diversi, un’unica linea: il VAR non deve diventare un secondo arbitro. È una scelta condivisibile, perché la tecnologia nata per eliminare gli errori evidenti non può trasformarsi in uno strumento per correggere ogni decisione discutibile.Il rischio, però, è che il confine tra “decisione di campo” ed “errore chiaro” diventi troppo sottile. “Errori arbitrali: così è troppo!”A Radio Radio Mattino – Sport & News, Xavier Jacobelli ha commentato con durezza gli ultimi errori arbitrali: “Un conto è il tempo effettivo, un altro è non usare più il VAR per correggere errori evidenti. Si è passati da un eccesso all’altro, così non va bene!“Ascolta l’intervento integrale sul canale YouTube di Radio Radio Lo SportThe post Errori arbitrali, la bordata di Jacobelli: “Così è troppo, avete visto cosa non hanno fischiato?” appeared first on Radio Radio.