Clima elettrico al bar Quadronno di Milano per la presentazione della candidatura di Carmelo Burgio a sindaco di Milano per Futuro Nazionale. Sala gremita e tanti temi affrontati, molti dei quali piuttosto spinosi, con qualche battibecco anche con i giornalisti presenti.Il dato politicamente più significativo è stato probabilmente la rinnovata disponibilità del generale a fare un passo indietro: “Sono da sempre stato abituato a lavorare in squadra, non ho il culto della personalità”. Parole arrivate a conclusione di un ragionamento su una possibile intesa con le altre forze del centrodestra. Le prime scintille sono scattate quando un cronista ha accennato alla non milanesità di Burgio. “In questi 15 anni di amministrazione, Milano ha avuto solamente sindaci milanesi, ma non mi pare che la situazione sia migliorata”, la replica del candidato sostenuto da Roberto Vannacci.Burgio: “Da sindaco andrei alle celebrazioni del 25 Aprile”Quindi una lunga, quasi inevitabile, deviazione sui terreni del fascismo, dell’antifascismo e della Resistenza. “Io ho una formazione culturale storica. Ho una laurea in Scienze politiche con una tesi in Storia. Quando ho parlato della Resistenza – ha risposto Burgio ai cronisti – ho detto che è stata una cosa seria. Sta bene ricordare e parlare del partigiano che è stato ucciso, ma starebbe bene ricordare che tanti di quei partigiani uccisi non erano marziani. La maggior parte erano militari che sono passati a fare la battaglia partigiana”.Sul 25 Aprile Burgio è sembrato volersi ritagliare uno spazio distinto da Vannacci: “Da sindaco andrei alle celebrazioni. Bisogna onorare tutti i caduti”. E qualche distinguo significativo è arrivato anche sul giudizio storico del fascismo: “È stata una politica fallita. I treni arrivavano in orario, poi hanno smesso di arrivare perché venivano bombardati. Se governi il Paese facendolo distruggere devi andare a casa”.Parole che acquistano un peso particolare nei giorni in cui sono emerse le chat interne a Futuro Nazionale, segnate dallo scontro tra Luca Sforzini, direttore di Rinascimento Nazionale, think tank vicino al movimento, e Roberto Jonghi Lavarini, storico esponente della destra sociale conosciuto come “il Barone nero”. Nel botta e risposta, Sforzini ha accusato Lavarini di essere nazista; lui ha replicato senza prendere le distanze dall’etichetta: “Per me non è un’offesa”. Un episodio che contribuisce a rendere ancora più delicato il contesto nel quale Burgio prova a costruire la propria candidatura.Futuro Nazionale, il programma per Milano ancora in progressE il programma per Milano? Lo stesso Burgio ha ammesso che è ancora in progress. Incalzato dai giornalisti, il generale ha indicato tra le priorità la mobilità e, naturalmente, la sicurezza, senza però entrare nel dettaglio di proposte concrete. Un tema sul quale il candidato sindaco si è esposto maggiormente è invece quello relativo ai sussidi agli immigrati: “Prima gli italiani in difficoltà”. E più in generale: “Prima di tutto bisogna rispettare la legge, tutta la gente irregolare ed extracomunitaria che commette reati va allontanata”. L'articolo Milano, Burgio: “Da sindaco andrei al 25 Aprile. Sussidi agli immigrati? Prima gli italiani” proviene da Nicolaporro.it.