Supergulp, quando i fumetti arrivarono in tv

Wait 5 sec.

AGI - “E l’ultimo chiuda la porta”. Probabilmente non c’è (quasi) nessun attuale adulto della Generazione X che non risponderebbe così all’altra ‘parola d’ordine’ “dice il saggio, tutto è bene ciò che finisce bene”.E altrettanto probabilmente qualcun altro, per trascinamento, finirebbe per dire cose tipo “ebbene sì, maledetto Carter, hai vinto anche stavolta”.L'avvento di Suergulp, un cambiamento epocaleÈ che prima dei social, prima dei videogiochi, e anche prima delle tv commerciali, in piena età dell’analogico insomma, i fumetti la facevano da padrone – insieme, ovviamente, alle figurine dei Calciatori - nell’immaginario collettivo dei più giovani e quando le ’strip’ sbarcarono in televisione, cioè sulla Rai (e in prima serata) beh cominciò davvero un’altra fase. Quella di Gulp, prima, e SuperGulp poi.Roba che oggi si direbbe virale e che allora sfornava, appunto, tormentoni.De Maria e i 'fumetti in tivvù'L’esordio è nel 1972 e si deve a Guido De Maria, scomparso oggi, il disegnatore, pubblicitario, autore televisivo e regista di spot pubblicitari – tra i quali, per dire, quello della ‘camicia con i baffi’ con Maurizio Costanzo – che fu coinvolto da Giancarlo Governi – che per la Rai ha firmato anche la ‘Storia di un Italiano’ dedicata ad Alberto Sordi – nella realizzazione di un programma di ‘fumetti in tivvù’, come appunto cantava l’inconfondibile sigla.A tenere a battesimo la trasmissione, due mostri sacri della comicità surreale, Cochi e Renato.Nick Carter, il furbissimo detective accompagnato dagli assistenti Patsy (quello della porta chiusa) e Ten (quello del ‘dice il Saggio’) sempre alle prese con un mago dei travestimenti come Stanislao Moulinsky – altro ‘meme’, come si direbbe oggi, per la frase che usava quando veniva immancabilmente scoperto -  è il protagonista di una ‘striscia’ creata apposta per l’occasione, con la voce di un altro pezzo da novanta della, allora, celluloide: Carlo Romano, cioè Don Camillo o Eli Wallach nel Buono, il brutto, il cattivo, tanto per non dilungarsi.Il successo della scena umoristica italianaInsomma, la stoffa c’è, e il successo pure, anche se bisognerà attendere il 1977, e la tv a colori, per l’upgrade a ‘Supergulp’, e qui arrivano – stavolta si tratta di vere animazioni, non immagini statiche delle varie tavole - Tintin, Alan Ford, Sturmtruppen, Corto Maltese, i Fantastici Quattro, L'uomo ragno. Poi toccherà a Cocco Bill, Mandrake, Lupo Alberto, Thor, sempre solo citando alcuni dei nomi che, a parte quelli dell’universo Marvel, erano, e sono ancora, dei cult della scena umoristica italiana. Si andò in onda fino al 1981, sempre su Rai2 (Secondo Programma e Seconda Rete tra il 1961 e il 1983).La versione corrente è che si decise di chiudere i battenti prima che l’onda dei cartoni giapponesi rischiasse di intaccare gli eccellenti ascolti. Insomma, la porta la chiusero loro prima di diventare ultimi.