Iran. Riprendono gli scontri diretti con gli Usa: raid su Larak e missili contro le basi in Giordania

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di Enrico Oliari – Stati Uniti e Iran sono tornati a colpirsi direttamente dopo circa un mese di relativa tregua. Domenica 30 agosto le forze americane hanno bombardato due postazioni iraniane sull’isola di Larak, nello strategico Stretto di Hormuz, provocando la risposta di Teheran con il lancio di missili contro installazioni militari utilizzate dagli Stati Uniti in Giordania. Nelle ore successive una superpetroliera avrebbe inoltre urtato due mine navali nello Stretto, prendendo fuoco e rimanendo immobilizzata.L’operazione contro Larak rappresenta il primo attacco statunitense contro obiettivi iraniani dalla fine di luglio. Secondo un funzionario americano citato da Reuters, le forze Usa hanno colpito con droni due lanciatori dopo avere osservato uomini dei Guardiani della Rivoluzione prepararsi a impiegare razzi equipaggiati con mine navali nello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha definito l’operazione un’azione “limitata e precisa” contro unità iraniane impegnate nella posa di mine e considerate una minaccia imminente alla navigazione.Diversa la ricostruzione fornita da Teheran. I Guardiani della Rivoluzione hanno denunciato un'”aggressione” americana contro Larak, sostenendo che il bombardamento abbia provocato morti e feriti tra militari e civili, senza tuttavia fornire un bilancio preciso. L’Iran ha quindi promesso di punire i responsabili dell’attacco.La rappresaglia è arrivata poche ore più tardi. Secondo le autorità iraniane, missili e droni sono stati lanciati contro due installazioni in Giordania utilizzate dalle forze statunitensi, indicate dai Pasdaran come le basi di Re Hussein e al-Azraq. Quest’ultima area ospita la base aerea Muwaffaq Salti e assetti militari americani. Teheran ha sostenuto che le strutture fossero state utilizzate per sostenere l’operazione contro Larak.Le forze armate giordane hanno riferito di avere intercettato e distrutto otto missili penetrati nello spazio aereo del Paese. Non sono stati segnalati danni significativi alle installazioni statunitensi.Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran non intende cercare un allargamento del conflitto, avvertendo tuttavia che l’Iran risponderà a nuovi attacchi. “Non stiamo cercando la guerra”, ha dichiarato, sottolineando che il Paese non resterà passivo di fronte a quelle che considera aggressioni contro il proprio territorio.A rendere ancora più delicata la situazione è quanto accaduto nelle prime ore di lunedì nello Stretto di Hormuz. La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha riferito che una superpetroliera è stata colpita da due mine navali nella parte meridionale dello Stretto, prendendo fuoco e rimanendo immobilizzata. Secondo la versione iraniana, la nave avrebbe tentato di attraversare il passaggio marittimo senza rispettare le disposizioni imposte da Teheran. Non sono stati forniti il nome della petroliera né informazioni precise sull’equipaggio.Lo Stretto di Hormuz resta il principale punto di pressione del confronto tra Washington e Teheran. Prima dell’attuale conflitto attraverso questo corridoio transitava quasi un quinto delle forniture mondiali di petrolio greggio e gas naturale liquefatto. Negli ultimi giorni il traffico commerciale visibile attraverso i sistemi di identificazione delle navi si è fortemente ridotto, anche se parte delle imbarcazioni potrebbe navigare con i transponder spenti.Ad alimentare ulteriormente la tensione è intervenuto Donald Trump. Il presidente americano ha pubblicato su Truth Social un video generato con l’intelligenza artificiale nel quale viene rappresentato un bombardamento dell’isola iraniana di Kharg, principale terminal petrolifero del Paese prima della guerra. Nel filmato si vedono strutture petrolifere e una nave esplodere, accompagnate dalla frase “Kharg Island being blown to smithereens!!!”.Non risulta tuttavia che Kharg sia stata realmente bombardata. La National Iranian Oil Company ha assicurato che la situazione sull’isola è tranquilla e che le operazioni petrolifere proseguono regolarmente.