Blitz dei nordisti contro Salvini: nasce il comitato per riprendersi la “vecchia” Lega e il simbolo

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La spaccatura interna al Carroccio sale di livello e prende la forma di una vera e propria sfida a Matteo Salvini. Il 28 agosto a Forlì si è costituito ufficialmente il «Comitato per la convocazione del congresso federale», guidato dall’ex deputato Gianluca Pini. Come anticipato da Sky Tg24 e dal Corriere della Sera, la mossa non riguarda la «Lega per Salvini Premier», cioè la struttura nazionale fondata nel 2017, ma punta a scongelare il guscio originario della «Lega Nord per l’indipendenza della Padania», il partito guidato storicamente da Umberto Bossi e rimasto capiente del debito dei 49 milioni di euro con lo Stato. L’operazione punta a riappropriarsi della proprietà esclusiva dello storico simbolo dell’Alberto da Giussano, costringere il commissario salviniano Igor Iezzi alla resa, anche a costo di ricorrere alla giustizia civile, e azzerare la svolta nazional-sovranista del Capitano per ripristinare la centralità del Nord. Un blitz che apre uno scenario inedito, sostenuto da centinaia di militanti e con lo sguardo rivolto al posizionamento dei grandi amministratori settentrionali e del ministro Giancarlo Giorgetti, a poche settimane dall’appuntamento di Pontida.La Lega originaria e la battaglia per l’Alberto da GiussanoL’obiettivo primario dei promotori del comitato, tra cui figurano anche Roberto Fabbri e Paola Ragazzini, è riattivare gli organismi statutari bloccati da nove anni, epoca dell’ultimo congresso padano a Parma. Il vecchio contenitore di via Bellerio detiene infatti il marchio e lo stemma elettorale storico. Come chiarisce il presidente del comitato Gianluca Pini: «Questa non è un’operazione di nostalgia, tutt’altro: serve a scongelare un contenitore che è anche proprietario in esclusiva, in maniera non alienabile, del simbolo della Lega Nord, così da ripresentarsi sul panorama politico nazionale con tutta una serie di persone che costituiscono l’ossatura, le colonne portanti di quella che è la classe dirigente che si è creata nel nord».L’offensiva contro il commissario Iezzi e il ricorso in tribunaleIl primo traguardo tattico della fronda è mettere alle strette il deputato ed esponente salviniano di ferro Igor Iezzi, attuale commissario della Lega Nord. Secondo l’atto costitutivo del comitato, che si è già dotato di un proprio codice fiscale e conta oltre 100 deleghe, Iezzi «ha impedito lo svolgimento del congresso che chiediamo da anni e ha conferito alla Salvini premier il simbolo della Lega, in modo probabilmente illegittimo». Per i fondatori, la gestione commissariale «impedisce ai suoi militanti di fare politica, ha messo in atto violazioni pesantissime riguardo alle previsioni statutarie. Per esempio, non c’è il presidente, che era il povero Umberto Bossi». L’ultimatum è netto: convocare l’assise a breve oppure affrontare una causa nelle aule di tribunale.L’attacco alla linea sovranista: «Ha distrutto l’idem sentire del Nord»L’obiettivo finale va ben oltre le procedure formali e punta al cuore dell’impostazione politica impressa da Matteo Salvini. I promotori intendono «separare nettamente il fallimentare progetto salviniano e sovranista riscoprendo la Lega federalista e del buon governo». Per Pini, le responsabilità del segretario uscente vanno oltre i sondaggi: la colpa di Salvini «non è di natura politica ma culturale: ha disintegrato l’idem sentire rispetto alla questione settentrionale. Che è cruciale per risolvere i problemi di tutto il paese». E a chi obietta che il richiamo al Nord rischi di apparire ormai superato, Pini risponde: «Saranno gli elettori a decidere se siamo anacronistici».Chi ha aderito al comitatoAl comitato avrebbero «già aderito centinaia di vecchi leghisti che non sopportano più le operazioni salviniane». Resta tuttavia da capire la posizione dei vertici istituzionali del Settentrione. I nomi attorno ai quali potrebbe gravitare una seconda vita del movimento autonomista sono quelli dei governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, oltre al capogruppo Massimiliano Romeo e all’ex capogruppo Riccardo Molinari. Decisivo sarebbe poi il ruolo del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il cui eventuale appoggio sposterebbe in modo determinante gli equilibri.Il banco di prova a PontidaSalvini ha già escluso l’ipotesi di fare passi di lato e ha convocato a Roma una due giorni di confronto l’8 e il 9 settembre. La costituzione del comitato trasforma però il dibattito interno in una vera contestazione organizzata, proiettando ogni tensione verso il raduno di Pontida del 20 settembre, dove si misurerà la reale tenuta della leadership salviniana di fronte alla spinta identitaria del Nord.L'articolo Blitz dei nordisti contro Salvini: nasce il comitato per riprendersi la “vecchia” Lega e il simbolo proviene da Open.