Perché in Serie A sono spariti gli 0-0: così le nuove regole su tempo effettivo e Var stanno rendendo il campionato più spettacolare

Wait 5 sec.

Agli allenatori piacciono molto, i tifosi possono godersi partite più divertenti e alla fine lo spettacolo ci guadagna. Le nuove regole volute dall’International Football Association Board (Ifab) avevano come obiettivo quello di ridurre le perdite di tempo. Finora l’esperimento è assolutamente riuscito: nella prima giornata di Serie A si sono giocati in media cinque minuti in più a partita, nella seconda si è registrato un record. Atalanta-Bologna è stata la partita con il maggiore tempo effettivo di sempre: si è giocato per 68 minuti e 12 secondi.Le nuove regole«Che bello, finalmente si gioca di più», aveva detto Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della sua Roma contro la Fiorentina alla prima giornata. Effettivamente, se Walter Mazzarri allenasse in questa Serie A probabilmente non sarebbe mai nato il meme in cui c’è lui che si lamenta delle perdite di tempo indicando ripetutamente l’orologio. Il campionato italiano è cambiato. Ora i giocatori tendono a non rimanere a terra e a chiamare l’intervento dei medici: se lo facessero, senza che prima ci sia stata un’ammonizione per un avversario, dovrebbero lasciare la propria squadra in 10 uomini per 1 minuto.Le rimesse laterali sono battute più velocemente, anche da chi sta vincendo. Impiegarci più di cinque secondi significherebbe regalare il possesso alla squadra avversaria. Sono solo due delle nuove regole, che si uniscono a quella del rinvio dal fondo del portiere: l’estremo difensore ha cinque secondi per riprendere il gioco, altrimenti viene concesso un angolo alla squadra avversaria.Per ora nessuno zero a zeroProbabilmente non si potrà dimostrare una correlazione lineare positiva, ma maggiore tempo di gioco finora è sinonimo di maggiore spettacolo. Non in senso assoluto: nei primi 180 minuti di questa stagione sono stati segnati 49 gol, 8 in più dell’anno scorso, appena uno di quello prima. Siamo lontani dai 63 del 2021 (anche se c’è da considerare il periodo post-Covid) e dai 75 del 2020. Finora però mancano gli 0-0, negli anni passati una prerogativa del calcio italiano. Lo scorso anno ce n’era stato almeno uno nelle prime nove giornate, in questo campionato una squadra è sempre andata a segno. Non capitava da sei anni, dalla stagione 2020/2021. In realtà, siamo andati vicini a vederne uno, se il portiere del Bologna, Lukasz Skorupski, non avesse commesso un erroraccio sul tiro del centrocampista dell’Atalanta, Lazar Samardzic, al 96esimo minuto.Giocando di più le squadre hanno più tempo a disposizione per poter trovare la via del gol, quindi hanno potenzialmente più chances. Questa bella tendenza è stata confermata nella seconda giornata: a parte Fiorentina-Frosinone, con tempo effettivo di 48 minuti e 57 secondi, sia Monza-Udinese che Sassuolo-Torino hanno sfondato l’ora di gioco, mentre Milan-Venezia ci è andata vicina. Se si gioca di più, è anche più difficile mantenere l’equilibrio. A mancare finora, oltre agli 0-0, sono proprio i pareggi. Per la prima volta nella storia della Serie A ci sono quindi sette squadre a zero punti dopo due giornate. Sono invece sei le squadre a punteggio pieno, record eguagliato con il campionato 1954/1955. In sostanza, un solo pareggio in venti partite, quello tra Udinese e Como nella prima giornata. Meno Var, quindi meno rigoriPiù spettacolo, ma meno rigori. Questo non si traduce in meno polemiche, visto che tanto si è parlato la scorsa settimana del contatto tra il centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, e il difensore del Genoa, Johan Vazquez, in occasione del gol dei partenopei. Il diktat del nuovo designatore arbitrale, Daniele Orsato, è stato chiaro: gli arbitri in campo devono prendere più decisioni in autonomia senza passare dal Var. A giudicare dalle prime due giornate, il messaggio è stato recepito dai direttori di gara, che non sono mai andati al monitor per l’ormai celebre on-field review. Un calcio quindi meno tecnologico, che spezza meno il ritmo delle partite, visto che questi controlli tramite Var spesso interrompevano le partite per più minuti. Ma ne risente anche il numero dei rigori: in 180 minuti neanche l’ombra. Non succedeva da 18 anni che nelle prime due giornate non venisse assegnato un tiro dal dischetto. Forse è ancora presto, ma per ora vale la formula: regole nuove, nuovo campionato. L'articolo Perché in Serie A sono spariti gli 0-0: così le nuove regole su tempo effettivo e Var stanno rendendo il campionato più spettacolare proviene da Open.