Un dramma consumato nella solitudine e nella disperazione si è compiuto in una villetta di via dell’Antracite, nel quartiere Pietralata a Roma. Luca Abbasciano (42 anni) e Valentina Pambianco (41 anni) avrebbero maturato insieme la decisione di uccidere la figlia Bianca di 5 anni, gravemente disabile, per poi togliersi la vita con la stessa pistola Glock. La bambina è stata trovata morta sul letto accanto ai cadaveri dei genitori, tutti raggiunti da un colpo d’arma da fuoco; fatale anche uno sparo verso il loro cane Teo. Resta da accertare chi tra i due abbia concretamente premuto il grilletto dell’arma acquistata dall’uomo.Decine di biglietti d’addio a parenti e amiciNon sembra esserci un raptus dietro l’omicidio-suicidio di Pietralata. Secondo quanto ricostruito oggi da Repubblica il gesto appare come un piano preparato nei minimi dettagli. All’arrivo dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, intervenuti verso le 13 dopo la segnalazione della sorella di Luca, sono stati rinvenuti decine di biglietti indirizzati a parenti e amici. Nelle lettere, la coppia ha spiegato i motivi del gesto chiedendo scusa e lasciando disposizioni. Il sogno di un figlio, il dramma della malattia di BiancaLa nascita di Bianca nel 2021, arrivata prematura a sette mesi con gravi complicazioni, ha progressivamente trasformato la felicità iniziale della coppia in un doloroso isolamento. Per dedicarle ogni energia, ricostruisce Marco Carta su Repubblica, Valentina si era licenziata e Luca, tecnico informatico, aveva iniziato a lavorare da casa. Le testimonianze di vicini e parenti al quotidiano restituiscono la misura del logoramento. «Avevano voluto tanto questa bambina che poi era nata con molti problemi. Temevano che non avrebbe vissuto a lungo e questa cosa li logorava», racconta Sara, una vicina di casa, in lacrime. Nicolina Barbato, vicina dei nonni, ricorda la mamma della piccola: «Quando è rimasta incinta era il ritratto della felicità». Una felicità che man mano si è sgretolata. Cristina, un’altra vicina di casa racconta al quotidiano: «Il pomeriggio stava all’ingresso con il seggiolone e guardava il cane Teo che le scodinzolava intorno. Ma Valentina dopo il parto aveva perso il suo sorriso».L'articolo «Da soli non ce la facciamo più». La disperazione dei genitori di Pietralata, morti con la figlia disabile di 5 anni a Roma proviene da Open.