Delfin ha chiuso il bilancio 2025 con un utile netto di 924,4 milioni di euro, in calo del 33,5% rispetto agli 1,39 miliardi registrati nell’esercizio precedente. È quanto emerge dai conti depositati in Lussemburgo dalla holding della famiglia Del Vecchio, secondo quanto riportato da La Stampa.La flessione del risultato non riflette una riduzione dei proventi generati dalle partecipazioni, ma è legata principalmente al diverso andamento delle rettifiche di valore sulle attività finanziarie. Allo stesso tempo, Delfin ha rafforzato la propria struttura patrimoniale, portando il patrimonio netto a 8,73 miliardi di euro.Bilancio Delfin 2025, attivo oltre i 16 miliardiAlla fine del 2025, il totale dell’attivo di Delfin ammontava a 16,28 miliardi di euro, in aumento del 6,6% rispetto all’esercizio precedente.La componente principale è rappresentata dalle attività finanziarie, cresciute del 7,2% fino a 16,06 miliardi di euro. Nel portafoglio della holding figurano partecipazioni in alcuni dei principali gruppi italiani ed europei, a partire da EssilorLuxottica, oltre a Generali, UniCredit e Covivio.La liquidità disponibile presso banche e in cassa è salita da 2,7 a 28,2 milioni di euro. I crediti complessivi sono invece diminuiti del 34,2%, attestandosi a 181,9 milioni. Una parte significativa di questa voce è costituita dai finanziamenti concessi alle società controllate per sostenerne l’operatività ordinaria.Crescono dividendi e proventi finanziariNel corso dell’esercizio le partecipazioni detenute da Delfin hanno generato proventi per 641 milioni di euro, in crescita dell’1,4% rispetto ai 632 milioni incassati nel 2024.A questi si sono aggiunti 540 milioni di euro derivanti da altri investimenti e prestiti, con un incremento del 12,4% su base annua. Il flusso di dividendi e rendimenti finanziari ha quindi continuato a garantire entrate rilevanti e relativamente stabili alla holding.A pesare sull’utile sono state soprattutto le rettifiche di valore delle attività finanziarie. Nel 2025 questa voce ha prodotto un impatto negativo per 19 milioni di euro, a fronte del saldo positivo di 509,6 milioni contabilizzato nel 2024. La variazione, superiore a mezzo miliardo, spiega gran parte della contrazione del risultato netto.Debiti Delfin, passività complessive oltre i 7,5 miliardiSul fronte finanziario, le passività con scadenza entro dodici mesi sono diminuite del 10,5%, portandosi a 2,18 miliardi di euro. Gli impegni a lungo termine sono invece aumentati del 6,9%, raggiungendo 5,35 miliardi.Tra i debiti bancari a lungo termine figura un finanziamento da un miliardo di euro con un istituto lussemburghese, rinegoziato con scadenza nel luglio 2027. A questo si aggiunge un prestito da 300 milioni concesso da un istituto estero e prorogato fino al gennaio 2027.Le passività a breve includono inoltre una linea di credito aperta in Lussemburgo per un importo massimo di 2,3 miliardi di euro.La componente principale dell’indebitamento a lungo termine è però rappresentata dai Pescs, i certificati azionari privilegiati rimborsabili emessi dalla holding. Il loro valore contabile è pari a 4,05 miliardi di euro, con scadenza obbligatoria fissata nel 2055.Gli interessi passivi e gli altri oneri assimilati sono scesi del 16,1%, attestandosi a 151,8 milioni di euro.Del Vecchio riapre la partita del riassetto: un tribunale valuterà l'impero DelfinTanti i temi sul tavolo: dall’eredità al risiko bancario, aspettando il pronunciamento del Tribunale del Lussemburgo fra transfer notice e il valore della cassaforte di famiglia.Il patrimonio netto sale a 8,73 miliardiIl patrimonio netto di Delfin è cresciuto dell’11,8%, passando dai 7,81 miliardi di fine 2024 agli attuali 8,73 miliardi. Il rafforzamento è stato favorito dalla decisione di destinare a riserva l’intero utile realizzato nell’esercizio precedente.Anche l’utile 2025 contribuisce quindi a consolidare una struttura patrimoniale che resta solida, nonostante l’indebitamento e la forte esposizione all’andamento delle partecipazioni quotate.I risultati arrivano mentre la holding è impegnata in una fase di riassetto della propria governance e nella gestione degli equilibri legati a EssilorLuxottica, la partecipazione più importante del portafoglio Delfin.EssilorLuxottica avvia un nuovo piano di acquisto di azioni proprieNel frattempo, EssilorLuxottica ha affidato a un intermediario il mandato per acquistare fino a 5 milioni di azioni proprie, nell’ambito dell’autorizzazione approvata dall’assemblea del 28 aprile 2026.Ai valori di mercato indicati da La Stampa, l’operazione potrebbe raggiungere un controvalore di circa 787 milioni di euro. Il programma punta a sostenere la creazione di valore nel lungo periodo e arriva dopo una fase di marcata debolezza del titolo in Borsa.Le azioni EssilorLuxottica erano scese in area 157 euro, sui minimi degli ultimi tre anni e su livelli quasi dimezzati rispetto ai massimi raggiunti nell’autunno precedente. L’annuncio del buyback è stato accolto positivamente dal mercato, con il titolo in rialzo del 2,51% nella seduta successiva.