“Vieni a Ceuta se hai le pal***”. Lo sfogo contro la giornalista radical chic

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Tra gli infiniti e infiniti guai del comunismo c’è una alienazione che è figlia dell’arroganza ma non è arroganza, non semplice pulsione psicotica, è sentirsi in dovere di tracciare la linea dell’umiliazione per i disgraziati, i penalizzati dalla vita che si sostiene di tutelare: sì, ma a prezzo di una sottomissione assoluta, di stampo islamico per cui si capiscono molte cose inclusa la propensione al disprezzo, alla reductio a sottouomini. Il Bonaccini che considera quanti orientati a destra dei primitivi che non hanno potuto formarsi, relegati nei merdosi tuguri delle periferie, in fama di porcili fascisti a differenza delle nobili banlieuses colme di immigrati criminali ancora recuperabili, assimilabili alla causa elettorale. Il Ranucci furioso, che sembra aver perso il senno sulla luna, che, defenestrato anzitutto da se stesso, non più sostenibile dove stava, libera il suo livore, il suo spregio per i suoi stessi inviati o sottoposti e dice mi vogliono far fare la fine di Regeni, affermazione curiosa, che meriterebbe verifiche.Il comunismo degli eletti, in particolare giornalisti, è trasversale come il blocco di Varsavia, li rende tutti uguali: in Spagna sta spopolando, sempre sia lodato X, il video di un litigio televisivo di una giornalista spocchiosa, comunista, e una di quelle sventurate che sicuramente votano a destra per le ragioni sociologiche, antropologiche teorizzate dal Bonaccini.La scena pare comune nella banalità dell’arroganza comunista: questa commentatrice, questa giornalista di regime è subito riconoscibile per la postura, per la sofisticatezza volgare, per il tono insopportabilmente petulante, per la propensione didascalica, didattica a mitraglia, parla lei e nessun altro, parla lei con la voce supponente, indisponente e tutti debbono ascoltare; dall’altra parte c’è questa donna comune, trasandata, affannata, “di destra”, questa indigena che non ci sta, salta sulla voce alla spocchiosa che insiste, stanno “rinculando”, stanno tornando indietro, e mente sapendo di mentire, ma l’altra la incalza, s’incazza, prende a sbraitare, ah guardala, proprio una rozza, una violenta di destra, in Italia voterebbe Meloni o Vannacci, non c’è dubbio: la giornalista militante si prova a replicare ma deve rinculare lei, quello della disgraziata nella Ceuta sotto assedio è un forcing isterico, furibondo e con mille ragioni.In Italia avrebbero chiuso il collegamento, “andiamo in pubblicità”, non senza rinunciare a rampognare la maleducata che osa eccepire, che non si sottomette al potere del comunismo classista; in Iberia, malgrado Sanchez, che passa di vacanza in vacanza mentre quell’appendicite marocchina in Europa muore, sono ancora indietro nella democrazia progressiva comunista e la lasciano fare. Fine del discorso, fine dei giochi. La gente, sul social, diventa matta. Messa così pare aneddotica, vedi i comunisti come son sempre odiosi. Ma se andiamo a tradurre parola per parola il dialogo, o scontro, affiorano verità più pesanti, più imbarazzanti, racchiuse tutte in una: il comunismo fa schifo, woke 1, 2 o periodico. Ecco la trascrizione (pescata sempre da X).Giornalista comunista Gema Peñalosa: “Capisco la sua rabbia ma il suo discorso diventa pericoloso perché non possiamo collegare la delinquenza agli immigrati, non è cosi!”Donna intervistata: “Chi varca illegalmente la frontiera commette una violazione e, pertanto, deve essere rimandato indietro. I miei figli non hanno alcuna colpa: sono chiusi in casa e sono privati di andare in spiaggia e al mare. Hanno 11 e dodici anni e non hanno alcuna colpa”.P.: “Lei sta collegando la delinquenza all’immigrazione, non è cosi, non è così!”D.: “Sei hai le palle vieni qui per strada a Ceuta invece di blaterare lì da Madrid tutta truccata seduta nello studio! Facile! Sei hai le palle, vieni qui! Io pago le stesse tasse che paghi tu! Non pensare che io qui vivo gratis!”P.: “Io non sto chiacchierando, sto lavorando…”.D.: “E io lavoro per fare andare a scuola i miei figli che non possono andarci per strada. Il 1º settembre quando riprenderà la politica, si ricordino di Dana e la Palma, sappiano che noi di Ceuta staremo qui a difenderci con tutta la forza e daremo tutti il culo. Non mi parlate di diritti umani! Dove stanno i diritti dei miei figli? Porta qui i tuoi figli se hai fegato: è facile tutta truccata lì dallo studio!”Le menzogne di questa Gema Peñalosa sono senza fondo, degne della lingua di legno comunista: la delinquenza non sarebbe collegata all’immigrazione? Il mondo intero assiste alla distruzione di Ceuta sconvolta dalle devastazioni, la diffusione di malattie contagiose, il saccheggio, la trasformazione, brutale, immediata, di una cittadina di mare, in una discarica infernale, l’imposizione della sharia, i 17 stupri dichiarati, molti su bambine e un Omar dice: noi stupriamo come ci ha insegnato Maometto, la violenza è giusta sulle donne cristiane, colpa loro che escono, colpa dei padri che non le tengono chiuse in casa.E se fosse meno involuto potrebbe dire: Ceuta è conquistata, la missione è compiuta ma presto toccherà alla Spagna intera, all’Europa intera. La giornalista Gema Peñalosa sa cosa dice e sa perché lo dice, anche lei è in mission ma questa volta le è andata male: una donna del popolo, di quelle che fanno schifo al comunismo islamista, le ha dato una lezione e l’ha data a troppi europei che hanno perso la dignità, che subiscono tutto nel disprezzo di chi li conquista. Ieri a Lampedusa altri duecento in poche ore. Nessuna reazione. Due mesi fa il papa si era fatto fotografare, la candida veste svolazzante, alla porta d’Europa dopo aver rimproverato di egoismo gli isolani, che, come vuole l’Islam, ormai non escono più, vivono rintanati. Finché non li andranno a prendere.Max Del Papa, 29 agosto 2026L'articolo “Vieni a Ceuta se hai le pal***”. Lo sfogo contro la giornalista radical chic proviene da Nicolaporro.it.