I Flintstones tornano con Ryan Gosling: Hollywood ha davvero finito le idee?

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Quando è arrivata la notizia del ritorno dei Flintstones al cinema, il primo pensiero è stato quasi inevitabile: ecco un altro live-action. Subito dopo, però, è arrivata anche la curiosità, perché sarebbe difficile negare il piacere che proviamo quando qualcuno decide di riportare sullo schermo un pezzo della nostra infanzia. Questa volta a farlo sarà Warner Bros., che sta sviluppando un nuovo film ambientato a Bedrock e dedicato a Bamm-Bamm Rubble adulto, con Ryan Gosling e Jessie Henderson coinvolti nel progetto attraverso la loro società di produzione Open Invite.Per il momento siamo ancora all’inizio. Non c’è uno sceneggiatore annunciato, non conosciamo la trama e, soprattutto, non è stato confermato che Gosling interpreterà Bamm-Bamm, come invece alcune ricostruzioni hanno lasciato intendere. Sappiamo però che l’idea è quella di tornare nell’universo creato da William Hanna e Joseph Barbera spostando l’attenzione sulla generazione successiva.La notizia arriva in un momento in cui tornare indietro sembra essere diventato quasi naturale per il cinema. Abbiamo visto Lilo & Stitch, Dragon Trainer, Il Re Leone e Biancaneve, mentre quest’estate è arrivata anche la versione live-action di Oceania. Adesso tocca ai Flintstones. Ed è difficile non chiedersi se dietro questa continua riscoperta del passato ci sia soltanto la nostalgia oppure anche una certa difficoltà dell’industria nel concedere spazio a qualcosa che ancora non conosciamo.Perché non riusciamo a lasciare crescere le nostre star bambine? Da Matilda a Britney Spears, il peso di un’infanzia sotto i riflettoriI Flintstones tornano al cinema con Bamm-Bamm adultoNon sarà comunque la prima volta che Bedrock diventa un luogo reale. Nel 1994 John Goodman interpretava Fred Flintstone accanto a Rick Moranis nei panni di Barney, Elizabeth Perkins in quelli di Wilma e Rosie O’Donnell in quelli di Betty. Sei anni dopo arrivò I Flintstones in Viva Rock Vegas, con un cast completamente rinnovato. Complessivamente i due film incassarono circa 401 milioni di dollari nel mondo.Questa volta Warner Bros. sembra voler evitare di rifare semplicemente ciò che abbiamo già visto. Bamm-Bamm non sarà più il bambino biondo dalla forza spropositata, ma un adulto. Anche questa, in realtà, non è un’idea del tutto nuova: The Pebbles and Bamm-Bamm Show lo aveva già mostrato adolescente negli anni Settanta, insieme a Pebbles, tra la Bedrock High School, la loro relazione e persino una band.Il tentativo di cambiare prospettiva quindi c’è. Eppure continuo a chiedermi quanto possa funzionare oggi un mondo come quello dei Flintstones senza perdere proprio ciò che lo rendeva così particolare. La serie nasceva nel 1960 e raccontava, attraverso una famiglia dell’età della pietra, abitudini e contraddizioni dell’America di quegli anni. Fred tornava dal lavoro, litigava con Barney, andava al bowling, mentre dinosauri ed elettrodomestici di pietra trasformavano la quotidianità in una parodia del presente.Forse è anche per questo che alcune storie riescono a rimanere così riconoscibili: appartengono profondamente al momento nel quale sono state create.Foto: ImdBOceania live action arriva al cinema: il successo dei remake Disney tra nostalgia e innovazioneDa Lilo & Stitch a Oceania, perché Hollywood punta sui live-actionQuesto non significa che riportare al cinema ciò che abbiamo amato sia necessariamente un errore. Anzi, capisco perfettamente perché funzioni. Basta guardare quello che succede ogni volta che un vecchio film torna nelle sale. Siamo capaci di comprare nuovamente un biglietto per vedere Harry Potter e la Pietra Filosofale pur conoscendolo quasi a memoria. Sappiamo già dove ci porterà il treno, chi incontrerà Harry una volta arrivato a Hogwarts e come finirà quella storia. Eppure torniamo. Probabilmente perché, in quel momento, non stiamo pagando per scoprire il finale. Stiamo tornando a cercare una sensazione che conosciamo.È una delle cose più belle del cinema e dice molto sul rapporto che costruiamo con alcune storie. Un film può rimanere identico per vent’anni, mentre noi nel frattempo cambiamo completamente. Quando lo riguardiamo non ritroviamo soltanto quei personaggi, ma anche qualcosa del periodo in cui li abbiamo conosciuti.È comprensibile che gli studios abbiano capito quanto sia potente questo meccanismo. Un nuovo Lilo & Stitch non deve convincerci da zero ad amare Stitch. Oceania non deve presentarci nuovamente Vaiana. Il pubblico arriva già con un legame costruito altrove e molti anni prima. Ed è proprio qui che la nostalgia, da possibilità narrativa, può diventare una sicurezza fin troppo comoda.Johnny Depp verso il ritorno in Pirati dei Caraibi: Jack Sparrow potrebbe salpare ancoraHollywood ha finito le idee o non vuole più rischiare?Dire che Hollywood abbia finito le idee è una provocazione che funziona bene in un titolo, ma non credo che sia realmente questo il problema. Non penso che a un certo punto siano semplicemente finite le storie da raccontare, come se la creatività fosse un serbatoio dal quale abbiamo attinto troppo a lungo. Forse stiamo semplicemente concedendo alle nuove idee sempre meno tempo per diventare buone idee.Il cinema contemporaneo si muove velocemente. Quando qualcosa funziona, bisogna capire subito come continuarlo, quale sequel realizzare, quale personaggio possa avere uno spin-off e quale vecchio titolo possa essere riportato in sala. Dal punto di vista industriale è comprensibile: costruire un blockbuster costa moltissimo e investire su qualcosa che possiede già un pubblico significa partire qualche metro più avanti. Ma scrivere una buona storia non segue necessariamente gli stessi tempi.Ci sono idee che devono essere sbagliate prima di diventare giuste, sceneggiature che hanno bisogno di essere riscritte e personaggi che funzionano soltanto quando qualcuno ha avuto abbastanza tempo per capire davvero chi siano. La creatività non è esauribile, ma può essere soffocata dalla fretta. E forse è proprio questa velocità, più della mancanza di idee, a rendere così rassicurante continuare a utilizzare mattoni che qualcun altro ha già costruito.Foto: IMdBDa Barbie 2 ai Flintstones, quando una storia dovrebbe finireÈ un dubbio che avevo già avuto parlando di Barbie 2. Il primo Barbie è diventato uno dei maggiori successi degli ultimi anni e, dal punto di vista economico, sarebbe quasi strano non provare a realizzarne un altro. Ma Greta Gerwig aveva anche dato alla sua protagonista un percorso completo: Barbie lasciava Barbieland, rinunciava alla perfezione e sceglieva di diventare umana.Il difficile non è quindi riportarla sullo schermo, ma capire che cosa abbia ancora da raccontare. Perché continuare una storia soltanto perché il pubblico l’ha amata rischia di trasformare un finale riuscito nell’inizio obbligatorio di un franchise.Con i Flintstones la situazione è diversa, ma la domanda non cambia poi così tanto. Davvero ogni personaggio che abbiamo amato deve essere accompagnato fino al presente? E soprattutto, siamo sicuri che tutte le storie possano sopravvivere al mondo nel quale sono nate?Ammetto di non aver mai sentito particolarmente il bisogno di sapere che cosa fosse successo a Bamm-Bamm da adulto. Questo non significa che il film non possa rivelarsi bello o trovare una ragione intelligente per esistere. Ma forse alcune storie funzionano così bene anche perché rimangono legate al tempo e al luogo in cui le abbiamo amate.Barbie 2 si farà davvero? Il sequel che Hollywood non riesce a sbloccareI Flintstones tornano, ma il cinema ha ancora bisogno di storie nuoveForse è questo che vorrei vedere di più nei prossimi anni. Non necessariamente meno remake, meno sequel o meno live-action, ma più spazio per ciò che ancora non sappiamo di voler vedere.Una storia che non debba convincerci ad andare al cinema ricordandoci qualcosa che amavamo a dieci anni. Un personaggio che non riconosciamo già dal poster. Un mondo che abbia avuto il tempo di essere costruito e che non debba necessariamente preparare, prima ancora di esistere, il secondo e il terzo capitolo.I Flintstones possono tornare e probabilmente una parte di noi sarà comunque felice di rivedere Bedrock. È esattamente questo il potere della nostalgia e sarebbe inutile fingere di esserne immuni.Ma il cinema ha sempre avuto anche un altro potere: farci incontrare qualcosa che prima non esisteva per noi.Ed è quella sensazione che vorrei non diventasse eccezionale. Entrare in sala senza sapere già esattamente che cosa aspettarsi e, quando si riaccendono le luci, avere ancora la possibilità di pensare: «Non me l’aspettavo».Ryan Gosling in Barbie Foto: Warner Bros.Mutiny recensione: Jason Statham torna all’action con un thriller che tiene il pubblico con il fiato sospeso| Da Rumors.it