L'accusa di Berrettini: "Hanno minacciato la mia famiglia"

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AGI - Durissimo j'accuse di Matteo Berrettini dopo la gara vinta nel primo turno degli Us Open, contro Stan Wawrinka per 7-6 7-6 6-0. "Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti - ha detto il tennista romano - se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei bruttissimi messaggi. Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era 'Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia'. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all'Atp e abbiamo denunciato tutto", ha spiegato."Noi abbiamo trent'anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi: può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori", ha detto ancora in conferenza stampa da Matteo Berrettini.Nei Challenger "situazione davvero difficile""Soprattutto nei Challenger - ha aggiunto il romano - la situazione era davvero difficile. So che è complicato, non è facile dire chi può entrare e chi non può entrare, perché non sai come le persone si comporteranno. Però qualcosa va fatto. Dall'altra parte, se la questione viene gestita nel modo giusto, in maniera controllata - parlo delle scommesse - e non porta alle conseguenze peggiori del gioco d'azzardo, penso che possa anche essere qualcosa di divertente".Berrettini e il tema delle scommesse"Personalmente non l'ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose. Però penso che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel circuito arrivano da lì. Quanto agli sponsor, non so cosa sia giusto o sbagliato: penso solo che, se la cosa viene gestita nel modo giusto, non ci vedo nulla di così negativo", ha concluso Berrettini, ponendo l'accento su un problema che da tempo attanaglia il circuito internazionale.