Tutti sanno che utilizzare o maneggiare lo smartphone mentre si è alla guida è un’abitudine pericolosa, ma le reali conseguenze di questo fenomeno sono state finora drammaticamente sottostimate. Secondo un recente studio dell'Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), l'ente indipendente americano per la sicurezza stradale, l'uso del telefono nei momenti immediatamente precedenti a uno scontro avviene con una frequenza superiore del 700% (quindi sette volte più spesso) rispetto a quanto dichiarato nei verbali ufficiali delle forze dell'ordine.I risultati dello studioPer comprendere l’entità della situazione, i ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 17.000 scontri stradali verificatisi negli Stati Uniti tra il 2021 e il 2024. Hanno incrociato i tradizionali rapporti della polizia con i dati telematici anonimi forniti da Cambridge Mobile Telematics, estratti dalle app di guida sicura comunemente installate sugli smartphone per ottenere sconti assicurativi.Il quadro emerso dall'analisi telematica è sconcertante: nel 7% degli scontri che hanno coinvolto un solo veicolo, e nell'8% degli schianti tra due auto, il conducente stava utilizzando lo smartphone nei 30 secondi antecedenti l'impatto. Se si guardano invece i verbali redatti dalla polizia per quelle stesse identiche collisioni, il cellulare figurava tra le cause in meno dell'1% dei casi.Ovviamente questa discrepanza non è da imputare a una negligenza degli agenti di polizia, dato che le forze dell’ordine arrivano quasi sempre dopo che lo scontro è già avvenuto. Anche eventuali testimoni difficilmente riescono a notare movimenti rapidi all'interno dell'abitacolo. Inoltre, c’è da dire che pochi automobilisti coinvolti ammettono volontariamente di essersi distratti con il telefono prima dello scontro.Due tipi di distrazioneMa come avviene esattamente la distrazione? Lo studio fa un'importante distinzione tra l'uso "passivo" e quello "attivo" del dispositivo. Si parla di uso passivo quando non c’è una interazione diretta con il dispositivo e la distrazione è principalmente di carattere visivo, come ad esempio con un'app di navigazione GPS attiva sullo schermo. Questa situazione ha riguardato circa il 5% dei casi analizzati nello studio. L'uso attivo, invece, implica un'interazione manuale diretta con lo smartphone, come digitare del testo o toccare lo schermo; ha riguardato quasi il 4% degli incidenti tra due veicoli. Le semplici telefonate, effettuate con o senza vivavoce, hanno mostrato un impatto statistico decisamente marginale rispetto alla distrazione visiva e manuale.I limiti delle rilevazioniUn limite della rilevazione telematica è che non riesce a distinguere che tipo di applicazione viene utilizzata alla guida: chi usa responsabilmente la mappa della navigazione viene equiparato a chi guarda contenuti multimediali. Quest'ultimo – pericolosissimo – comportamento, purtroppo, è tutt’altro che raro: un sondaggio parallelo ha rivelato che quasi il 25% degli automobilisti (cioè uno su quattro) ha ammesso di aver guardato almeno un video sul proprio smartphone mentre guidava nel corso degli ultimi 30 giorni.C'è anche un problema normativo che influenza i report ufficiali: spesso la polizia cerca solo le violazioni sanzionabili dalle leggi locali, le quali variano sensibilmente. Restringendo i parametri al solo uso "attivo" nei 10 secondi precedenti all'impatto ed escludendo l'uso passivo, la percentuale di coinvolgimento degli smartphone si ridimensiona al 2% o 3%, un numero comunque molto superiore all'1% ufficiale.Servono normative più stringentiLa soluzione, secondo i dati della ricerca, risiede in normative più chiare e stringenti. Negli Stati in cui è in vigore un divieto assoluto di impugnare il telefono alla guida, senza alcuna eccezione, si registra una netta riduzione dei comportamenti a rischio. Oltre a regole severe, emerge la necessità di introdurre un maggior rigore nella raccolta dei dati, per comprendere appieno e arginare questa pericolosa situazione.Il piu elegante di tutti? Motorola Signature, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 739 euro. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE