L’Italia alle vongole ha sommerso la sinistra

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L’Italia alle vongole. Si racconta che fu Vittorio de Caprariis, storico e intellettuale liberale, collaboratore del Mondo, a coniare questa espressione in un “Taccuino” pubblicato sul Mondo nel 1952. Mario Pannunzio, direttore del Mondo, la fece sua e la rese celebre. Indicava sarcasticamente un’Italia incline a preferire il piacere al dovere, gli interessi privati alle regole e la convivialità alla serietà civile: l’Italia che, di fronte a scandali e inefficienze, finisce per consolarsi con il sole, il mare e gli spaghetti alle vongole.Ecco, ci siamo. La realtà ha finito per materializzare l’arguzia dell’intelligenza naturale. Il Cefalù Bistrot di Lavitola è diventato il punto d’intersezione della politica italiana, nonché dell’informazione politica e, presto, della magistratura intrecciata con la politica. Le vongole sono diventate persino la lettera scarlatta della moralità professionale (e non solo): hai mangiato vongole al Cefalù Bistrot? Finisci in prima pagina, persino come titolo di apertura.Leggi anche: Ranucci fa la vittima e attacca la Rai. Ma su Lavitola evita ancora le domandeC’è una differenza rispetto agli anni ‘50 del Novecento. L’Italia alle vongole di allora era quella della destra che si riconosceva ne Il Tempo di Renato Angiolillo, schierato contro la “malapianta azionista” e gli intellettuali liberali e radicali di quell’area, i “visi pallidi” privi di patriottismo. L’Italia alle vongole di oggi si è allargata ben oltre la destra fino a sommergere anche la sinistra. Soprattutto la sinistra.Marco Taradash, 30 agosto 2026L'articolo L’Italia alle vongole ha sommerso la sinistra proviene da Nicolaporro.it.