Cala il sipario ad Asheville, in North Carolina, teatro dei lavori del G20 Finanze sotto la presidenza americana, nel mezzo degli sforzi della Casa Bianca per far aumentare la pressione economica sull’Iran. L’atteso consesso tra i ministri delle Finanze e i governatori delle Banche centrali del G20, le principali economie sviluppate ed emergenti, si è tenuto tra le Blue Ridge Mountains. Primo nodo, la Cina: il segretario al Tesoro Scott Bessent ha chiamato i partner ad alzare barriere contro l’export di Pechino il cui surplus commerciale di 1.200 miliardi di dollari è insostenibile per il mondo. Bessent ha dichiarato che incoraggerà i membri del G20 a riesaminare i termini delle condizioni commerciali in vigore con la Cina al fine di ridurre gli squilibri globali e mettere pressione a Pechino affinché riequilibri la propria economia, orientandola verso i consumi interni e allontanandola dalle esportazioni.Poi c’è il capitolo Iran. Qui Bessent ha ringraziato l’Europa per il forte sostegno sulle misure economiche chieste dagli Usa contro Teheran. Un sostegno, dopo la riunione di coordimento del G7 e poco prima dei lavori del G20, confermato anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Insieme, questo gruppo porrà fine a 47 anni di terribile regime” in Iran. Ha detto Bessent. “L’Iran sta prendendo le sanzioni molto sul serio. I leader iraniani sono sconvolti dalle condizioni della loro economia. Stiamo vedendo code ai distributori di benzina lunghe tre o quattro ore. L’Iran sta reagendo militarmente perché sta perdendo sul piano economico”.Anche l’AI ha trovato spazio nelle riflessioni del G20. E qui sono stati i rappresentanti dell’Unione europea a dare la linea al gruppo. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis hanno tenuto una serie di confronti proprio su Intelligenza Artificiale, tecnologie emergenti, catene di approvvigionamento, competenze e ricerca, ribadendo l’ambizione europea di rafforzare la propria leadership nell’IA, anche attraverso investimenti nelle infrastrutture informatiche e una maggiore cooperazione internazionale per evitare una frammentazione delle regole.Rimarranno poi agli atti le rassicurazioni di Giorgetti circa la credibilità del debito italiano agli occhi dei mercati, credibilità superiore addirittura a quella della Francia. “Il debito non è più un problema come in passato: ci sono tanti altri debiti nel mondo, alcuni visibili e altri non visibili, che sono un elemento di sbilancio”, ha osservato il ministro dell’Economia aggiungendo che “siamo abbastanza a posto per quanto riguarda il suo rifinanziamento; anche nei Paesi del G7 non tutti sono messi come noi”. Un velato riferimento alla Francia.E sempre in North Carolina, calato il sipario sul G20 delle Finanze, ha preso il via la ministeriale del G20 dedicata all’innovazione. A rappresentare il governo italiano nella riunione, nell’ambito della presidenza americana, il vice ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. Sei i pilastri tematici proposti dalla presidenza con l’obiettivo di contribuire ai lavori per la dichiarazione dei leader del G20, prevista a dicembre nel summit di Mar-a-Lago che rifletta interessi comuni su innovazione, stato di diritto e benefici economici globali. I sei pilastri riguardano quadri di policy pro-innovazione; tecnologia per opportunità e prosperità; sviluppo della forza lavoro tecnica; proprietà intellettuale e Intelligenza artificiale; standard industriali settoriali; innovazione industriale e investimenti nelle filiere produttive.A margine dei lavori, Valentini avrà incontri bilaterali, tra cui quelli con Michael J.K. Kratsios, direttore dell’ufficio per le politiche della scienza e della tecnologia della Casa Bianca, Jiang Chenghua, viceministro del Ministero del Commercio Estero e della Cooperazione Economica Internazionale della Cina e Adriana Baravalle, segretario all’Innovazione, scienza e tecnologia dell’Argentina.