Come saremo: nel 2050 l'età media sarà oltre 51 anni e le coppie senza figli supereranno q...

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AGI - Le previsioni Istat delineano "un quadro di generalizzato invecchiamento" destinato a caratterizzare l'Italia in futuro. Alla base di questa evoluzione vi è il progressivo passaggio nelle età anziane delle generazioni nate durante il baby boom degli anni '60 e della prima metà degli anni '70. Le generazioni più giovani sono invece meno consistenti, in conseguenza della persistente bassa natalità degli ultimi decenni. L'effetto congiunto di questi due fenomeni modifica profondamente la struttura della popolazione.Istat: l'età media aumentaNel breve periodo (2025-2030), annota l'Istat, l'età media della popolazione aumenta da 46,9 a 48,0 anni, mentre la quota di persone con almeno 65 anni passa dal 24,7% al 27,2%. La popolazione di 15-64 anni scende dal 63,4% al 62,1%, mentre i giovani fino a 14 anni scendono dall'11,9% al 10,7%. Nel medio periodo (2030-2050) il transito delle generazioni del baby boom nelle età anziane raggiunge la massima intensità. L'età media supera i 51 anni, gli ultrasessantacinquenni arrivano al 34,5% del totale e la quota di 15-64enni si riduce al 55,3%.È in questa fase che il riequilibrio tra le diverse classi di età appare più difficile, con un progressivo restringimento della base della popolazione in età attiva. Nel lungo periodo (2050-2080) il processo di invecchiamento prosegue, ma con ritmi più contenuti. L'età media raggiunge 52,1 anni e la quota di ultrasessantacinquenni si stabilizza intorno al 36,8%. La popolazione in età lavorativa continua a diminuire, attestandosi al 53,2%, mentre i giovani sotto i 15 anni rimangono prossimi al 10% della popolazione complessiva. Nel 2050 le coppie senza figli più numerosi di quelle conIl numero delle coppie con figli in Italia, stima l'Itat, è destinato a diminuire: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale - meno di tre famiglie su 10 - scende a 5,8 milioni nel 2050 (-22,3%), quando arrivano a rappresentare appena il 21,1% delle famiglie, poco più di una su cinque. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio di età fino a 19 anni, che perderanno oltre 1 milione di unità (-22,0%), sia di quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su (-22,8%) La futura contrazione delle coppie con figli dipende in parte dai previsti livelli di fecondità ma anche da elementi strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva, conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate.Si innesca così, annota Istat, un processo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine, a loro volta, a un numero più contenuto di nuove famiglie con figli, anche nell'ipotesi in cui la fecondità non dovesse diminuire. Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale cosi' al 21,4%.Calo di 13 milioni di residenti in Italia entro il 2080Le nuove previsioni demografiche Istat delineano un quadro di "progressiva riduzione" della popolazione residente in Italia. Secondo lo scenario mediano, la popolazione passa da 58,9 milioni di residenti al 1 gennaio 2025 a 58,7 milioni nel 2030, 55,0 milioni nel 2050 e 45,8 milioni nel 2080. Una stima, dunque, di un calo di oltre 13 milioni di abitanti nel giro di 55 anni. Gli intervalli di confidenza al 90% indicano che la diminuzione della popolazione rappresenta un risultato "praticamente certo": già nel medio periodo nessuno degli scenari considerati prospetta un ritorno agli attuali livelli di popolazione e, nel lungo termine, il calo risulta confermato in tutte le possibili evoluzioni demografiche.