“Sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico.” Lo ha scritto Sigfrido Ranucci in un post al vetriolo contro i vertici Rai a seguito della decisione – attesa e prevedibile dopo l’enorme danno di immagine che gli sviluppi della vicenda che lo riguarda hanno provocato all’azienda – di rimuoverlo dalla conduzione del programma. Ad ogni dichiarazione si affossa da solo, forte del sostegno quasi incondizionato della sua schiera di sostenitori mediatici.Come si permette di scagliarsi gratuitamente contro due colleghi meritevoli? Chi gli ha dato la patente di superiorità? E allora una cosa è certa, checché ne dica sui suoi canali social: Presutti e Piervincenzi sono professionalmente e personalmente assai meglio di lui. E non perché per forza debbano essere dei fenomeni assoluti, ma perché per esserlo serve poco: basta semplicemente non aver mai detto una schifezza come quella che ha partorito lui.C’è una sola cosa da fare da parte di tutti noi: esprimere solidarietà a due colleghi sotto attacco mediatico di un collega social che non digerisce una sonora bocciatura (e cosa si aspettava dopo aver portato a fondo la credibilità della trasmissione alla quale si era legato come unico volto riconoscibile?), che si ritiene intoccabile, che millanta di essere il più premiato in Rai, che lascia trasparire una considerazione di sé fuori da ogni logica e che con mandato diretto ha appena deciso di mettere alla gogna, senza motivo, due professionisti immediatamente finiti nel mirino e nel tritacarne del livore social dei fan del “martire”.A mortificare Report sarebbero dunque due professionisti vincitori di un concorso pubblico e non chi in prima serata spara notizie “da verificare” capaci di scatenare terremoti politici sulla base di illazioni? Non chi spaccia per attendibili lettere anonime poi rivelatesi farlocche e che, mentre impartisce lezioni sulle frequentazioni degli altri, si fa amicone di un pregiudicato? A mortificare Report sarebbe Daniele Piervincenzi? Uno che il giornalismo di inchiesta lo conosce tanto da esser ricordato per essersi beccato una zuccata in faccia da uno del clan Spada, non per avere amicizie dubbie che piazzano ordigni sotto casa per montare la farsa.A mortificare Report sarebbe la neo co-conduttrice, Giulia Presutti, che a Report, in quella squadra, già lavorava? A proposito, sarà stata felicissima di scoprire che Ranucci e la redazione tutta la considerino una scelta “irricevibile” e “mediocre”. E sì, perché allo sfogo di Sigfrido si è aggiunto un comunicato degli inviati della redazione di Report (evidentemente entrambi erano pronti da giorni, dato che la decisione era nell’aria: bisognava solo premere su “invio”) insorti contro la decisione e minacciando di mollare la trasmissione in blocco. Che lo facciano. Sarebbe cosa buona e giusta dato che son gli stessi che per anni hanno retto la coda ad un metodo giornalistico dubbio, contribuendo a rendere il programma scandalosamente politicizzato.C’è poi un altro aspetto. Se la decisione aziendale della Rai di rimuovere Ranucci dalla conduzione di Report è lineare, possiamo dire sia anche strategicamente efficace? O effettivamente rischia di produrre il martire perfetto? Lasciarlo lì a raccogliere il seminato mentre in parallelo sarebbe fisiologicamente continuato lo stillicidio di notizie e dichiarazioni trasversali alla vicenda emerse dall’indagine, avrebbe di certo sterilizzato qualunque forma di servizio ad usum Delphini in piena campagna elettorale.Adesso, invece, abbiamo la vittima perfetta che post trasmissione giocherà una nuova partita. Il suo post Facebook è esemplificativo della china che prenderà la vicenda: “Non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa. Lo farò per i miei figli e per i vostri. Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti.” Ranucci, con il suo ego smisurato, è pronto per scendere in politica. Ovviamente a sinistra. Si candida? Con chi? Il manifesto non lascia dubbi: la scelta di campo è al fianco di quella fetta di magistratura che lui definisce “indipendente” (come se gli altri non lo fossero) solo perché gli tributa ovazione – che a dirla tutta sa tanto di beatificazione al grido di “Sigfrido santo subito!” – durante l’assemblea generale dell’Associazione Nazionale Magistrati quando si presenta a sorpresa in Cassazione.Che vuole fare Ranucci? Il pacco confezionato per ergersi a leader del campo largo o l’alfiere di un nuovo contenitore “per la Costituzione”, battendo cassa rispetto alla pericolosissima saldatura tra la casta giustizialista in toga e i media giacobini che fingono il “giornalismo d’inchiesta” in cui tanto si è impegnato qualche mese fa per il referendum sull’ordinamento giudiziario. Vedremo, per ora questa è solo una elucubrazione, pura speculazione giornalistica a partire da segnali eloquenti.Leggi anche: Ranucci non ci sta e attacca i neo-conduttori:Mortificano ReportLa Rai ha deciso: Ranucci non condurrà Report. Ecco i nuovi conduttoriQuale che sia il suo futuro, quale che sia il declinarsi del suo impegno, Ranucci fuori da Report rappresenterà un pungolo perenne: in primis relativamente alla questione riportata sulla stampa e ripresa dalla dottoressa Forleo, magistrato presso la Corte d’Appello di Roma che si poneva dubbi di carattere giuridico in quanto alla laicità della presunta frase a lui attribuita: “Se mi tolgono la conduzione, ci divertiamo” accompagnata dal riferimento al fatto di avere nel telefono le chat di “tutti”; in secondo luogo sulla retorica vittimistica costruita ad arte dell’epurato, del professionista scomodo zittito dall’esecutivo, della vittima di attentato non tutelata, dell’eroe lasciato solo (ci ha già dato saggio della sua mitomania accostandosi ai nomi di Falcone, Moro, Borsellino, Mattarella e da ultimo pure Regeni: manca solo Gesù all’elenco per un quadro vittimismo d’avanspettacolo completo) con pieno ripristino di quanto Lavitola, secondo gli inquirenti, si era inconfessabilmente augurato: l’attentato-farsa come operazione di marketing per accrescerne la popolarità.Francesco Catera, 30 agosto 2026L'articolo Ranucci in politica, leader del partito dei magistrati proviene da Nicolaporro.it.