La sparatoria è avvenuta poco dopo le 2.30 nella zona di Schachen, ad Aarau, dove era in corso un rave con circa 3.500 partecipanti. La vittima è una 22enne italiana, mentre cinque persone tra i 24 e i 27 anni sono rimaste ferite. Secondo le prime testimonianze, l’uomo armato avrebbe sparato sulla folla per poi allontanarsi verso il bosco.La musica si è fermata poco dopo le 2.30. Per alcuni secondi nessuno ha capito cosa stesse accadendo. I rumori potevano sembrare quelli di fuochi d’artificio, qualcosa che in una notte di festa non avrebbe attirato particolare attenzione. Poi sono arrivati gli ordini di mettersi a terra, le persone che cercavano riparo e i primi feriti. Il rave di Aarau, nel canton Argovia, in Svizzera, si è trasformato così in una scena di paura. Una ragazza italiana di 22 anni è morta e altre cinque persone sono rimaste ferite, alcune in gravi condizioni. L’uomo che ha aperto il fuoco è ancora in fuga.La sparatoria è avvenuta nella zona di Schachen, nei pressi dell’ippodromo dove tra il pomeriggio di sabato e la notte di domenica era in corso l’Aarauer Rave, appuntamento techno annuale al quale hanno partecipato circa 3.500 persone. Secondo le prime informazioni diffuse dalla polizia cantonale di Argovia, sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco all’interno di un gruppo numeroso di partecipanti. La vittima italiana aveva 22 anni, mentre i cinque feriti sono quattro uomini e una donna, tutti tra i 24 e i 27 anni. Tra loro ci sono anche due italiani. Le vittime, secondo quanto riferito, risultano residenti in Svizzera.La giovane italiana sarebbe originaria di Atri, in Abruzzo, e lavorava in Svizzera. La sua morte ha fatto scattare anche l’intervento della Farnesina. L’Unità di crisi sta seguendo il caso insieme all’ambasciata italiana a Berna e al consolato generale a Basilea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inoltre disposto l’invio di una task force per assistere gli italiani coinvolti e seguire gli sviluppi della vicenda.Gli spari, poi la fuga nel boscoLa ricostruzione di quanto accaduto è ancora nelle mani degli investigatori. La polizia cantonale ha chiarito che sia il possibile movente sia le circostanze esatte della sparatoria devono ancora essere accertati. Le prime testimonianze, tuttavia, restituiscono alcuni momenti di quella notte.Un partecipante ha raccontato al quotidiano svizzero Blick di aver sentito gli spari dopo che la musica si era interrotta improvvisamente. «Alle 2.30 la musica si è interrotta improvvisamente e, dopo uno o due minuti, ho sentito degli spari. Pensavo fossero fuochi d’artificio e non ci ho dato peso», ha spiegato. Poco dopo un uomo, insieme a una donna, gli avrebbe indicato di nascondersi dietro un frigorifero. Il pericolo, però, non era ancora stato compreso fino in fondo.Quando il testimone è uscito dalla tenda ha sentito un proiettile colpire il tetto. Poi ha visto una donna ferita e ha cercato di soccorrerla insieme ad altre persone. «Abbiamo cercato di rianimarla, ma è morta dissanguata davanti ai nostri occhi», ha raccontato.Anche un’altra partecipante, una donna di 48 anni di Krauchthal, nel canton Berna, ha riferito di aver inizialmente scambiato i rumori per fuochi d’artificio. La donna, che aveva già lasciato l’area della festa e si era fermata a riposare nella propria automobile prima di ripartire, ha raccontato di aver visto arrivare due agenti con le pistole puntate. È rimasta nella macchina per alcuni minuti, poi gli agenti le hanno ordinato di allontanarsi. Durante la fuga avrebbe visto un ragazzo ferito, seduto su una panchina e con una mano sullo stomaco. «Ho visto il suo sangue», ha raccontato a Blick.Tra le testimonianze raccolte c’è anche quella relativa a una persona armata che sarebbe stata vista nei pressi delle automobili parcheggiate. Secondo alcuni partecipanti, l’uomo avrebbe avuto con sé un fucile d’assalto e, dopo aver sparato, sarebbe fuggito verso il bosco. Si tratta però di un elemento che deve essere verificato dagli investigatori e non consente ancora di ricostruire con certezza la dinamica dell’attacco.Quando è apparso chiaro che non si trattava di fuochi d’artificio, la festa è precipitata nel caos. Qualcuno avrebbe urlato «Tutti a terra!». Alcuni partecipanti si sono nascosti sotto la consolle del dj, mentre altri hanno cercato di raggiungere zone più sicure. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, le persone presenti sono state accompagnate in una palestra nelle vicinanze, dove gli investigatori hanno iniziato a raccogliere le loro testimonianze.La caccia all’aggressore e l’allarme della FarnesinaLa zona di Schachen è stata isolata per consentire alle forze dell’ordine di effettuare gli accertamenti. L’area interessata comprende l’ippodromo, la piscina e il campo sportivo. Alla ricerca dell’autore della sparatoria partecipano numerosi agenti e, secondo le informazioni disponibili, anche uomini della polizia tedesca. Sul posto sono intervenuti inoltre soccorritori, vigili del fuoco, un elicottero dell’esercito e l’unità cantonale specializzata negli interventi in caso di catastrofe.La polizia ha invitato la popolazione a non avvicinarsi alla zona e ha chiesto a chiunque abbia assistito alla sparatoria di consegnare fotografie e video realizzati durante la serata. Il materiale potrebbe essere utile per ricostruire i movimenti dell’aggressore e individuare elementi che aiutino a identificarlo. Al momento, però, non è stato chiarito chi abbia aperto il fuoco né per quale motivo.Anche l’eventuale presenza di un unico aggressore o di più persone resta da chiarire. Le autorità svizzere stanno lavorando per ricostruire ogni fase dell’attacco, dal momento in cui sono partiti i primi colpi fino alla fuga dalla zona dell’ippodromo. La priorità è individuare il responsabile, mentre proseguono gli accertamenti sui feriti e sulle circostanze che hanno portato alla sparatoria.Il rave era ormai alle battute finali quando gli spari hanno interrotto la musica. Gli organizzatori hanno affidato a un messaggio il cordoglio per la vittima e la vicinanza ai feriti e alle loro famiglie. «Siamo scioccati, devastati e addolorati», hanno scritto Livio, Alex, Maik e Olivier, esprimendo anche gratitudine alle forze dell’ordine e ai soccorritori. «Un rave dovrebbe essere sempre un luogo di gioia e amore. Mai un luogo in cui le persone vengono uccise, ferite e spaventate».Intanto, mentre in Svizzera prosegue la ricerca dell’uomo che ha sparato, l’Italia segue da vicino la vicenda per accertare le condizioni dei connazionali coinvolti e assistere le loro famiglie. Per la ragazza di 22 anni, invece, la notte di festa si è conclusa con la morte. Restano da stabilire il movente, la dinamica precisa dell’attacco e soprattutto l’identità di chi ha trasformato un evento affollato in una sparatoria.L'articolo Sparatoria al rave in Svizzera, morta una 22enne italiana: il killer è in fuga proviene da La Verità.