Scarano e Maupas: "Il cinema è impegno civile. Il glamour non diventi un alibi"

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AGI - Il cinema non è solo arte, ma anche industria e politica. E il glamour del red carpet non può diventare un alibi per voltare lo sguardo dall'altra parte. Almeno questo il pensiero di Greta Scarano e Nicolas Maupas alla vigilia del taglio del nastro dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, l'inedita coppia chiamata a condurre le serate di apertura e chiusura al Lido.In un'intervista esclusiva all'AGI, i due attori spazzano via la retorica della kermesse per affrontare a viso aperto i nervi scoperti del settore e le tragedie del presente: dal divario di genere con una sola regista donna nel concorso ufficiale passando all'impasse sul tax credit la cui riforma è ancora attesa. Senza dimenticare il dramma palestinese.L'emozione di Scarano e Maupas per l'investituraL'emozione per l'investitura c'è, ma fa subito i conti con la realtà. Per Scarano la chiamata è stata "una notizia inaspettata alla quale ho reagito con grandissimo entusiasmo", pur rendendosi conto dell'impegno gravoso nell'"incastrare la propria vita con un evento del genere". A salvarla, confessa, la presenza del collega: "Sapere che Nicolas mi avrebbe accompagnata mi ha molto sollevata, mal comune mezzo gaudio". Dal canto suo, l'idolo dei giovanissimi per le serie 'Mare fuori' e 'Un professore' non nasconde di essere "emozionato e curioso", pronto ad affrontare il palco più importante d'Italia in una fase di profonda "sistemazione" personale."Mi piace mettere tutto a posto e poi rismontare tutto quanto - racconta Maupas -. Entrare in contraddizione con me stesso mi fa crescere, sono in una fase molto felice ed equilibrata della mia vita".VIDEO-INTERVISTA AGI AI DUE CONDUTTORI Il divario di genere nel concorso ufficialeMa è quando l'obiettivo si allarga all'industria che il tono si fa tagliente. Sulla scarsa presenza di registe donne nel concorso ufficiale di Venezia, Scarano non cerca scuse e punta il dito contro quello che definisce un problema sistemico: "Il mestiere della regia in posti come l'Italia è stato quasi esclusivamente maschile - sottolinea l'attrice - ci sono automatismi culturali difficili da scardinare". Un tetto di cristallo da infrangere, perché "lo sguardo femminile è fondamentale come quello maschile" altrimenti, avverte, se le ventenni di oggi "vedono un solo film in concorso a Venezia, quella possibilità è sempre un po' sfumata".L'incertezza sulla riforma del tax creditUn'industria che, sottolinea l'attrice, è già frenata dalle incertezze sulla riforma del tax credit, che "penalizza tutta la filiera". Il monito è netto: "Il cinema fa cultura, ma è un'industria che genera lavoro, profitti e sposta capitali. Se c'è troppa incertezza si fa fatica a investire: se non siamo solidi nella regolamentazione questi soldi vanno in Spagna, dove il sistema è sostenibile e chiaro, e giustamente le grandi produzioni vanno altrove".L'impegno civile per la causa palestineseSul fronte dell'impegno civile, i due attori si ritrovano uniti nel lanciare un messaggio per la causa palestinese. Maupas rivendica il ruolo politico del proprio mestiere: "È un diritto, un dovere e un istinto. L'arte ha una funzione sovversiva e di contestazione: quando il mondo incomincia a diventare scuro, è un ottimo strumento per pensare dove cambiare le cose, un ottimo faro".Un faro che Scarano tiene acceso sulle atrocità in Medio Oriente: "Non obbligo nessuno a prendere posizione, forzare è controproducente, ma è doveroso informarsi. Di fronte a una cosa così indecente come quella che sta accadendo in Palestina - a parte il genocidio, anche l'occupazione e la violenza dei coloni - mi spinge sempre a parlare". Una denuncia che, ricorda, porta avanti "con grande spontaneità e senza paura" fin dall'inizio, "quando era scomodo farlo perché non lo faceva quasi nessuno".Una posizione forte ribadita poco dopo quando ha scelto di lanciare un inequivocabile messaggio di solidarietà al popolo palestinese durante il tradizionale photocall di rito sulla spiaggia dell'Hotel Excelsior. Davanti agli obiettivi dei fotografi, l'attrice si è presentata sfoggiando un ventaglio con raffigurato un cocomero, immagine e colori diventati ormai il simbolo globale del sostegno alla causa pro-Palestina.Lo sguardo verso i più giovaniInfine, lo sguardo verso i più giovani e i prossimi progetti. Maupas rifiuta l'etichetta di influencer della Generazione Z, ma ammette il peso della propria visibilità: "Ho la responsabilità di rappresentare la mia generazione nel migliore dei modi, non la tradirei mai".