Lega, la rivolta dei nordisti prende forma: nasce il comitato anti-Salvini

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La tensione nella Lega sembra salire di un altro gradino. Dopo mesi di malumori, distinguo e richiami alle origini del movimento, la fronda nordista prova infatti a darsi una struttura. Nei giorni scorsi è stato ufficialmente costituito il «Comitato per la convocazione del congresso federale», promosso da un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali del Carroccio.La particolarità, tutt’altro che secondaria, è che il congresso richiesto non riguarda la Lega per Salvini Premier, il partito fondato nel 2017 e oggi guidato da Matteo Salvini. Nel mirino c’è invece la vecchia Lega Nord, quella storica, rimasta formalmente in vita e attualmente commissariata dal deputato Igor Iezzi. Una struttura che continua, tra le altre cose, a detenere il simbolo elettorale del Carroccio.A raccontare la nascita dell’iniziativa è Sky Tg24. Tra i promotori figura Gianluca Pini, ex parlamentare leghista e in passato vicino allo stesso Salvini. Il primo obiettivo del comitato è proprio Iezzi, accusato dai promotori di avere impedito negli anni la celebrazione del congresso e di aver concesso alla Lega per Salvini Premier l’utilizzo del simbolo in maniera che viene definita «probabilmente illegittima».La nuova iniziativa si inserisce in un clima già segnato, negli ultimi tempi, dalle tensioni tra la segreteria federale e quella parte del partito che continua a rivendicare con maggiore forza l’identità settentrionale e federalista della Lega. Un fronte nel quale vengono indicati, con posizioni e sfumature differenti, diversi amministratori del Nord: dai governatori Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti fino all’ex presidente del Veneto Luca Zaia e al capogruppo al Senato Massimiliano Romeo.Resta invece da capire quale atteggiamento adotterà Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell’Economia rappresenta da sempre una delle figure di maggior peso dell’area più legata alla tradizione originaria del partito, ma al momento non risultano adesioni ufficiali all’iniziativa.I promotori contestano soprattutto la gestione della vecchia Lega Nord. A loro giudizio, la struttura avrebbe «impedito ai suoi militanti di fare politica» e avrebbe violato alcune previsioni dello statuto. Viene citata, per esempio, la mancata sostituzione del presidente federale dopo la morte di Umberto Bossi, figura alla quale lo statuto attribuiva anche funzioni di garanzia.Il progetto politico dichiarato è piuttosto chiaro: arrivare alla convocazione del congresso, eleggere un nuovo segretario e riportare la vecchia Lega sulla scheda elettorale. «Andare a congresso, eleggere un segretario del partito e presentarsi alle prossime elezioni», spiegano gli organizzatori, sostenendo di poter contare già sull’adesione di «centinaia di vecchi leghisti».La linea indicata dal comitato punta a recuperare la Lega federalista e il tradizionale riferimento alla questione settentrionale, segnando contemporaneamente una distanza dal progetto sovranista costruito negli anni della leadership di Salvini. «Saranno gli elettori a decidere se siamo anacronistici», replicano i promotori a chi considera ormai superata quella stagione politica.Per il momento si tratta di un comitato e di una richiesta congressuale. Ma dopo settimane di fibrillazioni interne, la novità è che una parte dei malumori del mondo leghista ha deciso di uscire dalle dichiarazioni e di organizzarsi. Ed è proprio questo il passaggio che rende la vicenda politicamente più significativa rispetto alle polemiche degli ultimi mesi.Massimo Balsamo, 1 settembre 2026L'articolo Lega, la rivolta dei nordisti prende forma: nasce il comitato anti-Salvini proviene da Nicolaporro.it.