Lo Stabilicum o Melonellum come lo chiama qualche maligno resta (più o meno) com’è e così molto probabilmente sarà approvato dal Senato. Non sarebbe una notizia se non fosse che nelle ultime 12 ore – alla vigilia del termine di presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali al Senato – sembrava imminente la presentazione di un emendamento dedicato al ballottaggio non solo da parte del senatore Marcello Pera, che da tempo conduce questa battaglia a titolo personale, ma anche da Forza Italia. Una mossa, quella a cui stavano lavorando gli azzurri, che preludeva all’obbligo di voto sul testo almeno in aula, se non in commissione, per l’intera maggioranza. Lo stop leghistaE invece all’ultimo minuto, Forza Italia ha deciso di far saltare tutto. Lo schema dell’emendamento, con sbarramento al 40% per accedere al secondo turno, non piaceva a molti e soprattutto non piace alla Lega, il cui leader Matteo Salvini sta già faticando non poco a far digerire la nuova legge elettorale ai suoi. La legge elettorale in due turni avrebbe avuto l’effetto di evitare l’effetto “voto utile” al primo turno, a tutto svantaggio in particolare del Carroccio, per poi richiamare gli elettori in particolare di Roberto Vannacci al secondo turno. Troppo e troppo rischioso ha detto la Lega che ha intimato lo stop. L’accordo sugli emendamentiDunque, gli emendamenti principali del centrodestra diventano sostanzialmente due: quello che rivede la norma “taglia cespugli” e quello che rivede le preferenze di genere (con un terzo emendamento più tecnico sul Senato). Il primo, nella nuova formulazione, prevederà che al calcolo dei voti di coalizione contribuisca solo il primo partito sotto la soglia del 3% e gli altri solo se arrivano almeno all’1%. Il secondo elimina l’alternanza genere tra i capolista ma la recupera nel listino che rappresenta il premio di maggioranza. L’opposizione, molto dura sul ballottaggio, ha comunque presentato centinaia di emendamenti sull’intero testo, otto unitari, oltre 200 firmati dal Pd, un centinaio da M5s, 300 di Avs e 7 di Italia Viva. La discussione arriverà in aula al Senato il 9 settembre e da calendario il testo andrebbe licenziato entro il 15. L'articolo Legge elettorale, l’idea del ballottaggio è già tramontata. Ecco come cambia il testo proviene da Open.