Dallo spazio all’agricoltura del futuro: Italia, Brasile e Angola studiano le colture in m...

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AGI - Come coltivare piante nello spazio e, allo stesso tempo, utilizzare queste conoscenze per preparare l’agricoltura del futuro sulla Terra? È una delle sfide al centro di un progetto di cooperazione triangolare tra Italia, Brasile e Angola, promosso dall’Organizzazione internazionale italo-latino americana (IILA), che prosegue le sperimentazioni sugli effetti della microgravità sulle colture.La cooperazione scientifica tra i tre Paesi punta a studiare le tecniche di agricoltura spaziale come motore di innovazione e come possibile fonte di soluzioni applicabili anche all’agricoltura terrestre, soprattutto di fronte alle conseguenze del cambiamento climatico.Promosso dall’IILA con il sostegno del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il progetto riunisce diverse istituzioni scientifiche e universitarie dei tre Paesi. Tra queste figurano l’Enea – Laboratorio Agricoltura 4.0, l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Università Federico II di Napoli, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), l’Università Telematica Unimarconi, l’Agenzia Spaziale Brasiliana (Aeb), Embrapa Hortaliças, la Scuola Superiore di Agricoltura Luiz de Queiroz (Esalq), l’Università di San Paolo (Usp) e l’Istituto Superiore Politecnico del Cuanza Sul, in Angola.Sperimentazioni sul comportamento delle piante in condizioni di microgravitàNell’ambito della prima fase del progetto, la Scuola Superiore di Agricoltura Luiz de Queiroz (Esalq) dell’Università di San Paolo (Usp) ha avviato una nuova serie di sperimentazioni dedicate allo studio del comportamento delle piante in condizioni di microgravità. L’obiettivo è comprendere più a fondo i meccanismi attraverso i quali le piante reagiscono quando vengono private degli effetti della gravità terrestre.I ricercatori stanno analizzando in particolare i processi di germinazione, crescita e sviluppo delle colture, oltre alle loro risposte fisiologiche e metaboliche in condizioni ambientali estreme. Studiare come le piante si adattano alla microgravità permette infatti di osservare meccanismi che potrebbero rivelarsi utili anche in contesti terrestri caratterizzati da stress ambientali. Le conoscenze acquisite potrebbero contribuire allo sviluppo di sistemi agricoli più resilienti e più efficienti nell’utilizzo delle risorse.Tra gli obiettivi il migliore impiego dell'acquaUno degli obiettivi è migliorare l’impiego di acqua, nutrienti ed energia, riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza produttiva. Una prospettiva particolarmente importante in un momento in cui il cambiamento climatico sottopone i sistemi agricoli a pressioni sempre maggiori. L’agricoltura spaziale diventa così un vero e proprio laboratorio di innovazione per la Terra.Le ricerche si inseriscono nel più ampio campo dei Bioregenerative Life Support Systems (Blss), sistemi biologici integrati progettati per favorire il riciclo delle risorse e la produzione di alimenti, acqua e ossigeno in ambienti isolati. Si tratta di tecnologie destinate ad assumere un ruolo importante nelle future missioni spaziali di lunga durata.Quando gli approvvigionamenti dalla Terra saranno limitati e l’autonomia degli equipaggi diventerà essenziale, la capacità di produrre risorse direttamente a bordo potrebbe rappresentare un elemento decisivo.L’obiettivo è sviluppare sistemi che funzionino, per quanto possibile, secondo un modello a ciclo chiuso: le risorse utilizzate dalle piante e dagli equipaggi vengono recuperate, trattate, riciclate e reintrodotte nel sistema. In questo modo, la produzione di cibo e la rigenerazione dell’ambiente diventano parte di un unico ecosistema tecnologico e biologico.Esempio di cooperazione internazionale tra Italia, Brasile e AngolaAl di là dei risultati scientifici attesi, il progetto rappresenta anche un esempio di cooperazione internazionale tra istituzioni di Italia, Brasile e Angola, impegnate su una sfida comune. La collaborazione permette di mettere in comune competenze e infrastrutture nei settori dell’agricoltura, delle scienze spaziali, delle biotecnologie e dell’innovazione, creando un collegamento tra ricerca spaziale e sviluppo di soluzioni per i sistemi agricoli terrestri.La nuova fase di sperimentazioni condotta da Esalq/Usp conferma quindi il valore della cooperazione triangolare e il potenziale dell’agricoltura spaziale come settore strategico della ricerca. Nel lungo periodo, le tecnologie sviluppate per permettere alle piante di crescere in condizioni estreme potrebbero infatti trovare applicazioni anche sulla Terra, contribuendo a rendere l’agricoltura più efficiente, resiliente e capace di affrontare le nuove condizioni imposte dal cambiamento climatico.