Famiglia nel bosco, bambini trattati come pacchi postali

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Ulteriori e clamorosi sviluppi nella drammatica vicenda della cosiddetta Famiglia nel bosco. Finalmente, dopo una attesa che si è protratta per molte settimane, i giudici hanno preso una decisione. Come riporta un lancio di AdnKronos, “Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all’istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all’Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana.” Questo quanto riferito da Simone Pillon, avvocato della coppia anglo-australiana, ai giornalisti dopo aver ritirato la nuova ordinanza del giudice.Il legale, in estrema sintesi, pur avendo evidenziato che si tratta di un importante passo in avanti, ha preannunciato un immediato ricorso presso il Tribunale d’Appello dell’Aquila. Egli ha sottolineato che nella citata ordinanza non vengono neppure citate le problematiche riguardo alla salute dei tre minori che si sono manifestate in questo lungo periodo vissuto nella casa famiglia. Inoltre, Pillon ha espresso grande preoccupazione per questa sorta di percorso di guerra che impegnerà tanto i servizi sociali quanto l’intero nucleo familiare. Infatti, dal momento che i bambini vengono iscritti d’ufficio nella scuola primaria di Vasto e che gli incontri diurni avverranno sempre alla presenza degli assistenti sociali – mentre da ottobre sembra che i pernotti si svolgeranno senza questi ultimi – , per i tre pargoli si prospetta un vero e proprio tour de force sotto tutti i punti di vista. Un tour de force che comporterà, dopo la scuola a tempo pieno, un lungo viaggio di andata e ritorno in macchina – per raggiungere la casa di Palmoli da Vasto ci vogliono 40-50 minuti in auto – , dovendo ogniqualvolta riassorbire il trauma non indifferente del distacco.Dopodiché, il 30 ottobre dovrebbe concludersi questo primo step imposto dal Tribunale, il quale, a seguito di ulteriori accertamenti realizzati nel frattempo, si riserverà di decidere sul da farsi. In questo senso, ospite di Milo Infante, da tempo molto critico su questa vicenda, a Ore 11, in onda su Rete4, la direttrice di LaPresse, Alessia Lautone, ha espresso grande apprezzamento per la questa ultima deliberazione del giudice, sostenendo che tale gradualità rappresenta il modo migliore per ricongiungere questa famiglia.Una magnifica deliberazione che, dopo averli di fatto reclusi in una sorta di aureo isolamento a base di patatine, pop corn e programmi televisivi per bambini, trasforma questi i tre sfortunati minori in una sorta di pacchi postali in viaggio costante tra Vasto e Palmoli. Tutto questo in attesa che lo Stato etico completi l’opera di completo resettaggio educativo nei confronti di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cui unica colpa sembra essere stata quella di essersi trasferiti in un Paese sempre più assurdo.A margine di tutto questo dolore e sconcerto, ancora oggi ci chiediamo che fine abbiano fatto le altisonanti promesse dell’attuale governo in merito alla modifica di una fallimentare legislazione che consente di distruggere con un tratto di penna una famiglia amorevole e coesa, in totale assenza di abusi, di violenze o di rischi gravi e attuali  per i minori conviventi.Claudio Romiti, 1° settembre 2026L'articolo Famiglia nel bosco, bambini trattati come pacchi postali proviene da Nicolaporro.it.