AGI - Uno strumento per raccontare la realtà che ci circonda, attraverso le lenti della sensibilità e dell’immedesimazione. Nell'edizione, ribattezzata da più parti, "più politica di sempre" della Mostra del Cinema di Venezia la prima domanda per la presidente della giuria Maggie Gyllenhaal ha riguardato proprio la massiccia presenza di opere che parlano di guerre, dittature, violazioni dei diritti umani.L'empatia, una condizione necessaria"Il perché ha a che vedere con l'empatia - ha spiegato alla tradizionale conferenza stampa delle giurie che apre la kermesse veneziana- credo che il cinema consenta un'apertura e una opportunità per far crescere l'empatia dentro di noi. Non credo che ci sia nessun soggetto o regista che non debba essere ascoltato, e ascoltando le storie siamo sfidati nel cercare di capire. Anche quando vediamo storie di corruzione o perversione siamo sfidati a vedere la corruzione e la perversione dentro di noi. Ecco, se i film sono uno sguardo onesto nell'esperienza degli altri, allora credo siano sempre politici".Un festival che affronta i conflittiSaranno quindi un tuffo nell'attualità, nei conflitti e nei contrasti che attraversano popoli e nazioni le circa 200 opere che saranno proiettate da oggi al 12 alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.Non va dimenticato, inoltre, che quest'anno in giuria compare anche Kaouther Ben Hania, vincitrice lo scorso anno del Leone d'argento - Gran Premio della Giuria (e da più parti indicata come vincitrice morale del festival) con "La voce di Hind Rajab". Il gesto di Greta ScaranoUna posizione condivisa anche da Greta Scarano e Nicolas Maupas, l'inedita coppia chiamata a condurre le serate di apertura e chiusura al Lido.In particolare, l'attrice e regista ha deciso di ribadire un inequivocabile messaggio di solidarietà al popolo palestinese durante il tradizionale photocall di rito sulla spiaggia dell'Hotel Excelsior. Davanti agli obiettivi dei fotografi,infatti, Scarano si è presentata sfoggiando un ventaglio con raffigurato un cocomero, immagine e colori diventati ormai il simbolo globale del sostegno alla causa pro-Palestina.