Studente bocciato ingiustamente, la scuola deve dargli 4mila euro per la «sofferenza interiore»

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Una bocciatura può provocare «patema d’animo, afflizione, frustrazione ed angoscia», soprattutto quando viene ritenuta illegittima. È quanto hanno stabilito i giudici nel caso di uno studente di un liceo scientifico a indirizzo sportivo di Caprarola, in provincia di Viterbo, riconoscendogli 1.500 euro di risarcimento per il «danno morale». Il tribunale ha poi annullato la bocciatura e condannato il ministero e il liceo al pagamento di 2.500 euro per le spese di lite.La storia dello studenteAl centro della storia finita sul tavolo dei giudici del Tar del Lazio c’è uno studente con disturbi specifici dell’apprendimento, bocciato alla fine della seconda superiore. I genitori avevano contestato alla scuola la mancata applicazione delle misure previste dal Piano didattico personalizzato, ovvero il documento ufficiale redatto dalla scuola per definire gli interventi personalizzati necessari agli studenti con esigenze specifiche, in particolare durante le prove di recupero del debito formativo in Geostoria e Scienze Naturali e Chimiche e Biologiche. Secondo quanto denunciato dai genitori, i docenti non avrebbero tenuto conto delle esigenze dello studente e delle sue specificità anche nella scelta delle modalità con cui sottoporlo alle verifiche. Nel ricorso era stata anche evidenziata la sua attività sportiva agonistica e il rilievo nazionale raggiunto come atleta.I debiti scolasticiIn una prima fase, i giudici avevano già ordinato alla scuola di ripetere le prove di recupero applicando le misure compensative previste dal Piano didattico personalizzato. Lo studente ha quindi sostenuto nuovamente gli esami, ma anche questa volta non è stato ammesso alla classe successiva. I genitori hanno così presentato un nuovo ricorso, sostenendo che anche nelle seconde prove il piano personalizzato non fosse stato applicato correttamente.I supportiE su questo punto i giudici ha dato loro ragione. Tra gli strumenti previsti per lo studente c’erano, ad esempio, l’utilizzo del computer con programmi di videoscrittura e correttore ortografico, stampante e scanner, oltre alla possibilità di utilizzare durante la verifica orale le mappe concettuali autoprodotte. Per i giudici, le misure di supporto previste non sono state applicate correttamente durante le prove di recupero. La bocciatura, per questo, è stata annullata.La famiglia aveva chiesto anche un risarcimento per il danno patrimoniale perché riteneva che la bocciatura aveva rallentato il percorso di studi e, di conseguenza, l’ingresso nel mondo del lavoro, con ripercussioni future sul reddito e sui contributi previdenziali. Su questo punto, però, i giudici non hanno accolto la richiesta. Secondo il Tar, mancano elementi sufficienti per dimostrare quando lo studente avrebbe completato gli studi e iniziato a lavorare e non erano stati forniti dati utili a quantificare l’eventuale perdita economica.Il danno morale per la «sofferenza interiore»Diversa la valutazione sul danno morale. Per i giudici, una bocciatura scolastica, quando è ingiusta, può ragionevolmente provocare nello studente sofferenza, frustrazione e angoscia. Per questo, hanno ritenuto equo riconoscere 1.500 euro per la «sofferenza interiore» provocata dalla bocciatura illegittima. Il ricorso dei genitori è stato così accolto, con l’annullamento della bocciatura e la condanna dell’amministrazione al pagamento del risarcimento e delle spese legali.L'articolo Studente bocciato ingiustamente, la scuola deve dargli 4mila euro per la «sofferenza interiore» proviene da Open.