di Daniela Binello – Asmaa al-Assad, moglie 51enne dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, vive ormai stabilmente a Mosca anche se controvoglia. Guarita da un cancro al seno nel 2019, Asmaa è in cura per una leucemia mieloide acuta.Quando nel dicembre 2024 i coniugi al-Assad, con i tre figli, alcuni famigliari e persone del loro entourage, avevano chiesto di poter risiedere ad Abu Dhabi, gli Emirati Arabi Uniti si sono opposti per motivi di sicurezza. Una decisione che si assunse lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, politicamente più vicino all’Occidente. Così agli al-Assad restò solo la disponibilità di Mosca.Lo stesso problema in seguito fu sollevato contro loro figlia Zein, costretta a interrompere gli studi in relazioni internazionali ad Abu Dhabi per riparare anche lei a Mosca, dove si è poi diplomata.Lo scorso 11 agosto 2026 un tribunale di Damasco ha condannato a morte (in contumacia) l’ex dittatore Bashar al-Assad per crimini di guerra, con un bilancio di 600mila morti che pende sulla sua testa, anche per l’uso del gas nervino contro la popolazione, oltre a 13 milioni di sfollati. Occorre ricordare la sua fuga precipitosa da Damasco nella notte dell‘8 dicembre 2024 per volare a Mosca, dove nella suite del Four Seasons lo attendevano Asmaa e i loro tre figli.Asmaa è nata ad Acton, nell’hinterland londinese di Ealing in una benestante famiglia siriana di religione musulmana sunnita proveniente dalla città di Homs. E’ quindi anche cittadina britannica, con un passato professionale di alto rango in campo finanziario alla JP Morgan. E’ però una persona non gradita ormai anche in Gran Bretagna, solo che dato che non le piace vivere a Mosca, quello che si sa è che quando desidera viaggiare lo fa in incognito, sorvegliata dai segugi dei servizi dell’intelligence russi. E pensare che su Vogue nel 2011 la chiamavano la “rosa del deserto”, il “volto laico e moderno della Siria”, fotografandola all’Eliseo in pose da principessa.Ora sul suo conto sono emerse nuove pesanti indiscrezioni e ci si domanda se non arriveranno incriminazioni anche a suo carico. Anche perché nel 2020 gli avvocati di Guernica 37, un noto gruppo internazionale di giuristi con sede principale a Londra, specializzati in diritto internazionale, crimini di guerra e difesa dei diritti umani, hanno spiccato denuncia contro di lei alla britannica War Crimes Unit per la sua complicità con l’efferatezza dei reati perpetrati dal regime di suo marito. In un’inchiesta pubblicata dal britannico The Observer, ripresa anche da Bbc e Der Spiegel, emerge che l’ex first lady non fu soltanto al fianco di Bashar al-Assad in quanto consorte del dittatore, ma ebbe un ruolo attivo e strategico soprattutto in campo finanziario.L’inchiesta denuncia che a Londra Asmaa al-Assad controllava interi settori dell’economia di guerra, distogliendo i finanziamenti degli aiuti internazionali destinati alla Siria anche dall’Onu, somme che invece di andare a sostenere i siriani affamati finivano alle milizie e alle famiglie dell’élite. Si parla di almeno 8,5 milioni di dollari, ma è certamente solo la punta dell’iceberg.Inoltre, la first lady copriva il rapimento da parte della polizia segreta siriana (il Mukhabarat) dei figli dei dissidenti. Almeno 3.500 neonati e i minori sottratti alle loro famiglie venivano nascosti sotto falso nome negli orfanotrofi del Syria Trust for Development, la fondazione che rappresentava un pezzo consistente del sistema di potere controllato da Asmaa. Intanto, nelle segrete del carcere Sednaya, il mattatoio di Bashar al-Assad, si torturavano e stupravano con le spranghe i dissidenti arrestati.Tra il 2016 e il 2020 il nome di Asmaa e del suo Syria Trust for Development compare sempre più spesso negli affari che contano, e mentre il dittatore si trastulla con le sue numerose amanti, lei si appropria sempre di più del potere sul sistema economico siriano, a scapito di Rami Makhlouf, il cugino di Bashar caduto in disgrazia. A quel punto, Asmaa mette in campo uno stuolo di scagnozzi alle sue dipendenze, i Rijal al-sitt (gli uomini della Signora), che sorvegliano le compravendite, ricattano gli imprenditori e possono bloccare i loro conti correnti aziendali o privati.Asmaa, anche in servizi giornalistici, si mostrò molto vicina alla causa dei bambini rinchiusi negli orfanotrofi e a chi le chiedeva come mai fossero così tanti quelli senza famiglia rispondeva che erano i figli dei terroristi. Le nuove indagini riferiscono che ai bambini che si ribellavano e insistevano per sapere che fine avessero fatto i loro genitori venivano somministrati potenti sedativi. Una tragedia nella tragedia, in cui sono rarissime le storie delle famiglie siriane che hanno potuto riabbracciare i loro bambini.