Anne Hathaway, da principessa Disney a Penelope: l’evoluzione di una delle attrici più amate di Hollywood

Wait 5 sec.

Ci sono attrici che costruiscono la propria carriera rimanendo fedeli a un solo personaggio. Anne Hathaway ha scelto la strada opposta. In oltre venticinque anni di carriera ha cambiato volto, registro e linguaggio cinematografico con una naturalezza sorprendente: dalla principessa impacciata di Pretty Princess alla giornalista determinata de Il diavolo veste Prada, fino ai personaggi tormentati, alle eroine tragiche e alle figure epiche del cinema contemporaneo. Oggi, con The Odyssey di Christopher Nolan, interpreta Penelope, uno dei personaggi femminili più iconici della letteratura occidentale. Un ruolo che sembra racchiudere tutto il percorso di un’attrice che non ha mai smesso di mettersi in discussione, confermandosi una delle interpreti più complete e richieste di Hollywood.Foto: Ipa Agency/Doug Peters/EMPICSThe Odyssey incanta Londra: Anne Hathaway incinta, Matt Damon con la moglie Luciana e Zendaya regina del red carpet di sabbiaLa ragazza della porta accanto che conquistò HollywoodQuando nel 2001 Disney sceglie Anne Hathaway per interpretare Mia Thermopolis in Pretty Princess, il pubblico scopre un volto nuovo capace di unire spontaneità, ironia e grande naturalezza davanti alla macchina da presa. Accanto a Julie Andrews, la giovane attrice riesce a conquistare la scena senza mai risultare artificiosa, dando vita a una protagonista in cui migliaia di ragazze si riconoscono. Non è la classica principessa delle favole: è goffa, insicura, impacciata. Ed è proprio questa autenticità a renderla indimenticabile. Dietro quella trasformazione da adolescente anonima a futura regina si intravede già una caratteristica che accompagnerà Hathaway per tutta la carriera: la capacità di raccontare donne in continua evoluzione, mai ferme in un solo ruolo.Pochi anni dopo arriva il film che la consacra definitivamente. In Il diavolo veste Prada, Andy Sachs rappresenta una nuova evoluzione dello stesso archetipo: una ragazza comune catapultata in un universo straordinario, quello della moda internazionale. Al fianco di Meryl Streep e Stanley Tucci, Hathaway dimostra di poter sostenere il peso di una produzione di altissimo livello senza perdere quella leggerezza che aveva conquistato il pubblico nei suoi esordi. Andy non cambia soltanto guardaroba: cresce, prende coscienza di sé e comprende il prezzo dell’ambizione. Ancora oggi resta uno dei personaggi più iconici della sua carriera, simbolo di una generazione che cercava il proprio posto nel mondo.Foto: IMDbGli anni degli amori impossibiliTra il 2010 e il 2011 Anne Hathaway attraversa forse il momento più romantico e malinconico della sua filmografia. È il periodo in cui interpreta donne giovani, forti ma profondamente vulnerabili, costrette a confrontarsi con l’amore nelle sue forme più dolorose. Sono personaggi che segnano il passaggio definitivo dall’attrice delle commedie leggere a un’interprete capace di raccontare emozioni molto più complesse.In Amore & altri rimedi veste i panni di Maggie Murdock, una donna affetta dal Parkinson in fase iniziale che rifiuta di lasciarsi definire dalla malattia. La relazione con Jamie, interpretato da Jake Gyllenhaal, non segue le regole della classica commedia romantica: è fatta di paure, rinunce e del desiderio di proteggere l’altro anche quando questo significa allontanarlo. Maggie è una donna moderna, indipendente e spesso disillusa, che vive il sentimento con il timore di diventare un peso per chi ama. Hathaway riesce a raccontare questa fragilità senza trasformarla in vittimismo, costruendo un personaggio sorprendentemente contemporaneo. Alterna ironia, sensualità e vulnerabilità con estrema naturalezza, regalando una delle interpretazioni più sincere della sua carriera.L’anno successivo arriva One Day, tratto dal celebre romanzo di David Nicholls. Emma Morley è probabilmente il personaggio più vicino alla vita reale interpretato dall’attrice. Il film segue vent’anni della sua esistenza, mostrando come sogni, ambizioni, delusioni e speranze cambino insieme al tempo. Se Amore & altri rimedi raccontava un amore messo alla prova dalla malattia, One Day parla invece delle occasioni perse e del tempo che scorre inesorabile. Hathaway accompagna Emma dalla giovinezza all’età adulta con straordinaria delicatezza, senza mai forzare il cambiamento. È una crescita fatta di piccoli gesti, di silenzi e di sguardi, che rende il personaggio incredibilmente autentico. Non sorprende che, ancora oggi, sia uno dei film più amati dai suoi fan e che abbia conosciuto una nuova popolarità grazie all’adattamento televisivo.Foto: IMDbLa consacrazione come attriceSe fino a quel momento Hollywood aveva visto in Anne Hathaway soprattutto la protagonista perfetta per commedie romantiche e drammi sentimentali, Rachel sta per sposarsi cambia completamente la percezione del suo talento. L’intensa interpretazione di Kym, una giovane tormentata dalle dipendenze e dal senso di colpa, le regala la prima candidatura all’Oscar e dimostra che dietro il suo sorriso si nasconde un’interprete capace di affrontare personaggi emotivamente devastanti. È il momento in cui l’industria cinematografica inizia a guardarla con occhi diversi.La conferma definitiva arriva pochi anni dopo con Les Misérables. Per interpretare Fantine si sottopone a una trasformazione fisica estrema, perde peso, si taglia i capelli e affronta una delle performance più impegnative della sua carriera. La struggente interpretazione di I Dreamed a Dream resta ancora oggi una delle scene più memorabili del cinema musicale contemporaneo e le vale il Premio Oscar come miglior attrice non protagonista. Non è soltanto una prova di grande intensità: è il momento in cui Anne Hathaway dimostra di poter sacrificare ogni forma di vanità per mettersi completamente al servizio del personaggio. Da quel momento smette definitivamente di essere soltanto una star e diventa una delle attrici più rispettate della sua generazione.Foto: IMDBThe Odyssey, le libertà che Christopher Nolan si è preso con Omero: quando il mito diventa un’altra storiaChristopher Nolan e la maturità artisticaNon è un caso che Christopher Nolan abbia scelto Anne Hathaway per ben tre volte. Dopo la magnetica Catwoman de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno e la razionale ma profondamente emotiva Amelia Brand di Interstellar, il regista britannico le affida oggi Penelope in The Odyssey. Tre donne molto diverse tra loro, ma accomunate da una straordinaria complessità psicologica e da una forza che non ha bisogno di essere ostentata.Penelope, nella rilettura di Nolan, rappresenta molto più della semplice moglie di Ulisse. È il simbolo dell’attesa, della resilienza, dell’intelligenza e della capacità di resistere al tempo senza perdere la propria identità. È un personaggio che richiede misura, profondità e una presenza scenica capace di parlare anche attraverso il silenzio. Qualità che Hathaway ha costruito nel corso di un’intera carriera.Se la Anne Hathaway degli anni Duemila raccontava l’amore dal punto di vista di chi lo stava ancora scoprendo, quella di oggi interpreta donne che quell’amore lo hanno già attraversato. Donne che non cercano più qualcuno che le completi, ma affrontano il mondo con una consapevolezza diversa, diventando spesso il vero centro emotivo delle storie che raccontano.È probabilmente questa la chiave della sua longevità artistica. Anne Hathaway non è mai rimasta prigioniera dell’immagine della “brava ragazza” che Hollywood sembrava averle cucito addosso agli inizi della carriera. Ha scelto di evolversi, alternando cinema d’autore, blockbuster e produzioni indipendenti, senza inseguire una formula vincente. Da Mia Thermopolis ad Andy Sachs, da Emma Morley a Fantine, fino ad Amelia Brand e oggi Penelope, ogni personaggio ha rappresentato un tassello della sua crescita. E proprio Penelope sembra essere il punto d’arrivo più naturale di questo lungo viaggio: non solo un nuovo ruolo, ma la sintesi perfetta della maturità artistica di un’attrice che continua, film dopo film, a sorprendere il pubblico.Christopher Nolan, il regista che ci ha riportati al cinema: perché oggi il suo nome conta più del castFoto: Upi media| Da Rumors.it