Stop a tutti i trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita all’Ospedale San Raffaele di Milano. Il blocco delle attività d’équipe è stato deciso dalla Direzione Welfare della Regione Lombardia dopo la scoperta dell’impianto di un embrione non corrispondente alla coppia genitoriale in una paziente seguita dal centro milanese.I controlli in corso vedono impegnati gli ispettori ministeriali insieme agli esperti dell’ATS, chiamati a verificare la corretta applicazione delle linee guida nazionali sulla conservazione, etichettatura e trasferimento del materiale genetico, con lo scopo di tutelare le altre coppie in trattamento e individuare le precise responsabilità dell’accaduto.Il Gruppo del PD in Regione: “Serve chiarezza totale per tutelare la fiducia dei pazienti”Dopo la diffusione della notizia sono arrivate le prime prese di posizione da parte delle forze politiche di opposizione in Lombardia. Il Gruppo del Partito Democratico ha sollevato forti perplessità sulla tenuta dei sistemi di vigilanza.“Un errore di tale gravità rischia di minare la fiducia dei cittadini che si affidano alla sanità lombarda per percorsi delicati come la fecondazione assistita”, dichiarano i rappresentanti del PD. “La sospensione del servizio al San Raffaele è un atto dovuto, ma ora servono risposte chiare: occorre accertare se ci siano state falle nei controlli della rete e assicurare che la gestione dei campioni biologici avvenga in totale sicurezza”.L'articolo Scambio d’embrione al San Raffaele: la Regione blocca il centro di fecondazione assistita proviene da Nicolaporro.it.