Dopo i duri botta e risposta degli ultimi giorni tra il governo Sanchez e l’esecutivo Meloni, seguiti alla crisi dei migranti di Ceuta, dalla mezzanotte di oggi sono stati introdotti in Spagna controlli rafforzati per i viaggiatori provenienti dall’Italia dopo che il governo di Giorgia Meloni ha deciso di non revocare la sospensione dell’accordo Schengen con la Spagna a seguito della crisi migratoria a Ceuta, come aveva chiesto Madrid. Ieri sera l’esecutivo di Pedro Sanchez ha annunciato di aver deciso di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne, nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori in arrivo dall’Italia, “a causa della persistente pressione migratoria irregolare che interessa il Paese”. I controlli consistono nella verifica dell’identità (passaporto) e della nazionalità dei viaggiatori e, nel caso di cittadini di Paesi terzi, del visto o del permesso di soggiorno. Le misure vengono applicate in modo aleatorio e rimarranno in vigore fino alle ore 00:00 del 7 settembre, salvo che un cambiamento delle circostanze che ne hanno determinato l’adozione giustifichi una modifica di tale periodo.“L’attività negli aeroporti spagnoli procede regolarmente e, al momento, non si registrano incidenti o criticità di particolare rilievo”, a seguito dell’introduzione di controlli rafforzati per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Lo riferisce a LaPresse un portavoce della società Aena che gestisce gran parte degli scali nel Paese iberico.Sindacato polizia Spagna critica controlli per chi arriva da ItaliaIl sindacato maggioritario della polizia spagnola, Jupol, ha criticato la decisione del governo di Pedro Sanchez di reintrodurre i controlli straordinari per i viaggiatori provenienti dall’Italia definendola “l’ennesimo esempio di improvvisazione politica che aumenterà la pressione sulle forze di polizia nazionale, già al limite delle loro capacità durante la stagione estiva”.“Gli aeroporti e i porti spagnoli affrontano un aumento straordinario del traffico passeggeri in questi mesi, mentre le unità responsabili del controllo delle frontiere soffrono da anni di carenza di personale, carichi di lavoro eccessivi e mancanza di risorse. Per Jupol è incomprensibile che il governo stia ora adottando una misura che prevedibilmente aumenterà il carico di lavoro e i tempi di attesa ai checkpoint senza aver preventivamente rafforzato gli organici o pianificato le esigenze operative”, sottolinea il sindacato in una nota. “La Polizia Nazionale non può diventare ancora una volta uno strumento per l’attuazione di decisioni politiche improvvisate. Le misure che riguardano la sicurezza e il controllo delle frontiere devono basarsi su criteri tecnici e operativi e disporre delle necessarie risorse umane e materiali”, prosegue Jupol che denuncia poi “la contraddizione per cui il governo mobilita risorse di polizia per rafforzare i controlli aeroportuali, senza però fornire un supporto adeguato alle unità specializzate che hanno dovuto gestire la recente crisi migratoria a Ceuta”. “Ancora una volta, Pedro Sanchez prende decisioni da dietro una scrivania, senza consultare chi conosce la realtà operativa sul campo. È l’ennesimo capriccio politico, la cui esecuzione ricade ancora una volta sulle spalle di una forza di polizia nazionale che da anni denuncia la carenza di risorse e personale”. Jupol ribadisce di aver richiesto da anni un urgente rafforzamento del personale ai valichi di frontiera, soprattutto durante l’alta stagione turistica, nonché un’adeguata pianificazione delle risorse umane. Il sindacato chiede al ministero dell’Interno, prima di imporre nuovi carichi di lavoro agli agenti, di fornire alle unità interessate il personale e le risorse necessarie per garantire un controllo delle frontiere “efficace, compatibile con la sicurezza e la fluidità del traffico internazionale”. “La sicurezza delle frontiere richiede pianificazione, risorse e competenze professionali. La Polizia Nazionale non può continuare a essere la soluzione improvvisata a ogni crisi o decisione politica del Governo”, conclude Jupol.El Mundo: “Sanchez e Meloni trascinano Europa verso frattura storica”“Sanchez e Meloni trascinano l’Europa verso una frattura storica con controlli reciproci sui viaggiatori provenienti dalla Spagna e dall’Italia, nel loro scontro sulla crisi di Ceuta”. E’ quanto scrive oggi il quotidiano spagnolo El Mundo dopo lo scontro tra Roma e Madrid sui controlli alle frontiere a seguito dell’arrivo in massa di migranti nell’enclave spagnola. “L’escalation di tensione tra Pedro Sanchez e Giorgia Meloni, o tra Meloni e Sanchez, considerando che è stata la prima ad adottare una misura coercitiva nei confronti di Madrid, ha portato la Spagna e l’Italia a reintrodurre reciprocamente i controlli sui cittadini provenienti dall’altro Paese che arrivano negli aeroporti o nei porti”, scrive il quotidiano spagnolo, sottolineando che il premier spagnolo e la premier italiana, rappresentanti di correnti ideologiche opposte a Bruxelles, hanno trovato il punto di scontro definitivo nella crisi di Ceuta. “Questo disaccordo non è estraneo alle precarie situazioni interne di entrambi i leader. Nel caso di Sanchez, deriva dai suoi bassi indici di gradimento e dai dubbi sulla sua gestione dell’attuale crisi e sulla sua capacità di anticiparla. Nel caso di Meloni, è dovuto al fatto che, a un anno dalle elezioni per la rielezione, si trova a dover affrontare la concorrenza della destra”. “Per queste ragioni la crisi migratoria nella città autonoma ha contribuito ad accentuare la polarizzazione tra i due. E le rispettive offensive”, rimarca El Mundo, “finiscono per trascinare l’Ue in una frattura storica, perché scuotono un pilastro fondamentale della struttura comunitaria: la libera circolazione e la portata della cittadinanza europea”.Questo articolo Controlli in Spagna per chi arriva dall’Italia: il via dalla mezzanotte proviene da LaPresse