L’inquietante tesi sul “patto” per le restrizioni Covid: ehi Conte, parla per te

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Tanto fuggì che lo presero. E lui che fingeva di smaniare, di non veder l’ora di lasciarsi prendere. Ma l’uomo è così, inutile aspettarsi altro. Sbaglieremo noi, io se preferite, ma l’audizione di Conte dopo mesi di finte e controfinte, di balletti inverecondi metteva una gran tristezza, almeno a me: era la performance di un politico fuori dalla politica, uno senza senso dello Stato, un vanitoso preoccupato solo di scamparsela con eloquio da azzeccagarbugli d’altri tempi. Impostato e impastato, a momenti non pareva neanche lucido in quel recitare istrionico. Tristezza per lui, ma anche per quel rappresentare uno stato della politica negativa che è tragico e che non è solo di questo avvocato foggiano allevato in un laboratorio col guadagno di funzione – nessuno ci toglie dalla testa che fosse tutto preparato, la costruzione, rimasta misteriosa, di un movimento-setta affidato a un comico in disarmo e un informatico con la missione di destabilizzare un Paese alla vigilia di una crisi sanitaria globale, quindi la fase stabilizzatrice, repressiva, affidata a un parvenu. Conte ha svolto il suo compito, che era quello dell’esecutore: di ordini interni, dal Colle, e lontani, cinesi. Ha guidato due governi di segno opposto in continuità di un regime poi affidato a un burocrate finanziario, che ha inasprito l’opera, l’ha perfezionata con le misure totalitarie dei greenpass, dei ricatti, delle punizioni che facevano perdere lavoro e libertà, che gettavano il Paese nella disperazione.Ma tutto questo, il parvenu Conte non può ammetterlo e non solo per banali questioni di sopravvivenza personale, è proprio che nella sua formazione leguleia gli manca il senso dello Stato, della democrazia: a tratti il suo soliloquio, svolto leggendo un testo da chissà chi elaborato, ricordava certi deliri mussoliniani: “Abbiamo salvato centinaia di migliaia, milioni di vite umane”, quando è vero il contrario, quando la scienza stessa s’è incaricata di smentire tutte quelle menzogne; Fauci, con le sue ammissioni invereconde, strappate alle sue memorie, con i suoi indecenti 111 appelli al “Quinto”, cioè il rifiuto di rispondere ad altrettante domande in Senato, è solo l’ultimo capitolo della più mortificante tragedia democratica a memoria di mondo libero.Ma uno come Conte che potrebbe fare? Prenderne atto? No, lui sceglie la resilienza nella bugia o se preferite nella rimozione; lo preoccupa solo uscirne pulito, “non troverete niente su di me”. Ma la questione qui non è penale, non è giudiziaria, una commissione non ha di questi poteri e di queste ambizioni, la questione è politica, di responsabilità politica, di senso dello Stato: qui vanno inquadrate le misure tardive e quelle repressive, i coprifuoco, la forsennata campagna per vaccini che nessuno conosceva, sulla disperazione, le disinvolture e gli intrecci sulle mascherine, un affare da 1,2 miliardi e neanche erano buone.Il massimo è quando questo politico in batteria arriva a fantasticare che gli italiani avrebbero fatto un patto con lui, avrebbero accettato di buon grado di sottoporsi alle sue deliranti misure: quando, dove? Chi? Certo gli italiani trinariciuti, grillini e comunisti dentro come il Guccini che “ah, non ha mai votato comunista, era Psiup”, sai la soddisfazione, “era anarchico”, sì, ma di quella variante comunista che prima vuol buttar giù lo Stato e poi la proprietà, non certo del libertarismo vagamente poetizzante e irresponsabile. Ma chi la fischiettava, vantandosene, l’Internazionale in osteria per provocare “i fascisti”? Chi intonava Bandiera Rossa e Bella Ciao? E chi predicava l’ortodossia delle mascherine e dei vaccini come prevista dal Partito Unico? Ma state là, fanatici decaduti, che ci fate migliore figura.Conte nel suo patto fantasma, nella sua fascinazione per i dpcm che consentono strette repressive più immediate e svincolate dai controlli democratici, nel suo invocare leggi più emergenziali tradisce un che di autocratico, grottesco ma vagamente inquietante, tanto più da uno che con ogni evidenza tira all’uomo forte, al Putin della situazione. Ma parla per te, amico mio! Che il tuo patto noi non l’abbiamo né visto né sottoscritto. Non l’ha visto neanche lui se davanti al Tribunale dei ministri arrivò ad ammettere: “Credevo si sarebbero ribellati [i cittadini], invece mi accorsi con stupore che non succedeva niente”. Ci spiegasse questo, insieme alle circostanze barbine, come quando rinchiudeva tutti lasciando facoltà di circolazione unicamente a soldati e ufficiali russi venuti a far chissà cosa. Già, che cosa? E fu solo una maldicenza quella che insinuava direttive puntuali, mattutine da Pechino? “Ah, il Nobel Parisi ci faceva le stime dei morti”. Se le faceva come quelle climatiche, stiamo freschi. Un Fisico, non uno statistico e men che meno un medico, un virologo (serio, non un promotore di siringhe). Questa della impreparazione totale, della inadeguatezza totale del suo governo è un’altra situazione da chiarire, ma Conte si comporta come chi sa che, in fondo, è tutta una recita, che nessuno lo metterà davvero all’angolo.https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2026/08/conwte-bq.mp4“Questa Commissione è stata concepita come un plotone di esecuzione nei miei confronti” e ci vedi il narcisismo patetico, ma patologico, di chi non è abituato a rendere ragione del suo operato. Ma no, avvocato Conte, si voleva sapere, per quanto di facciata, di certe consulenze pagate da aziende in cambio di commesse pubbliche, del caso di Luca Di Donna, avvocato e suo ex collega implicato in presunte mediazioni e consulenze d’oro relative alla fornitura di materiale sanitario. Così come non sarebbe male discutere dei 300 miliardi bruciati dal tuo governo, 120 solo per l’assurdo superbonus, e poi i 100 milioni di euro destinati all’app Immuni, gli 1,2 miliardi per l’acquisto di mascherine anti-Covid i 30 miliardi per il reddito di cittadinanza. Nell’elenco rientrano anche il il cashback, il bonus vacanze, i banchi a rotelle e il bonus monopattino, gli hub vaccinali a guisa di primula… Tutta roba lanciata durante o con la scusa del Covid. È maleducato chiedere? Sì, ormai è rozzo, maleducato, il potere ha riconquistato prerogative sacrali, se un giornalista fa domande dritte, brutali, passa da terrorista, viene bloccato, dissuaso, nessuno ricorda più che la democrazia funziona così.Invece l’eloquio “forse ellittico” è il contrario, è il gioco delle tre carte, è il dir niente ellittico, con la voce flautata, da retore e il polsino sbottonato sotto la giacca, da viveur di provincia. Ma che aspettarsi da uno così se non i documenti anonimi per ribaltare la frittata, per contraccambiare, sulla JC Electronics italia di Dario Bianchi, se non le frasi di fumo, “Vengo qui consapevole di dover riferire scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti. Mi assumerò e mi sono sempre assunto la responsabilità politica anche delle mie condotte e delle mie azioni”, che significa niente come niente vuol dire giurare “verità sul mio onore e su quello delle “persone che hanno perso la vita durante la pandemia, verso i loro familiari e verso gli operatori sanitari”.Ecco, appunto, vogliamo parlare di chi ci ha rimesso le penne per dei vaccini oggi sotto accusa in tutto il mondo? Di chi ci ha rimesso il pane, l’attività, cinquecentomila quelle ammazzate dalle scelte dissennate, se poi erano dissennate, all’insegna della decrescita infelice, altro che millantare i 330mila posti salvati, fino al vittimismo ostentato, allo scaricabarile sulle regioni, sulle Meloni, su tutto. Campagna elettorale permanente, con la lacrima dipinta, da Pierrot. Ma, come ricorda l’Associazione #Sereniesempreuniti, “Conte ha omesso di ricordare tutte le vittime della pandemia, vite spezzate che hanno pagato il prezzo più alto di una gestione ritenuta inadeguata dell’emergenza.Nel corso dell’audizione ha fatto solo un fugace riferimento al dolore dei familiari delle vittime, con i quali, sottolinea l’Associazione, non si è mai confrontato direttamente. Ma, soprattutto, non ha risposto alla domanda che da anni gli stessi familiari e molti cittadini, bergamaschi e non solo, continuano a porre: perché non venne firmato il decreto del 3 marzo 2020 per istituire la zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, come invece avvenne per il Lodigiano e per Vo’? Lo stesso Conte, nel corso dell’audizione, ha ricordato di aver messo in sicurezza quei territori attraverso le prime e uniche zone rosse”.In America gli dèi cadono, uno come Fauci paga e paga caro il suo operato, nella provincia dell’impero gli epigoni fanno teatro perché sanno di cavarsela, sanno che è solo una rappresentazione, una recita da filodrammatici di paese. Abbiamo scherzato, ecco tutto, la democrazia da queste parti funziona così. Che figurone questo Conte, ha parlato e parlato senza dir niente, e, alla fine, nessuno niente gli ha chiesto. Roba da “Nuovi Mostri”, film che, assai più del fascismo, resta la vera autobiografia della nazione.Max Del Papa, 7 agosto 2026L'articolo L’inquietante tesi sul “patto” per le restrizioni Covid: ehi Conte, parla per te proviene da Nicolaporro.it.