Mer, 12 Ago 2026Il club di Claudio Lotito è già lavoro con i tecnici per uniformare i dettami ricevuti dalla Conferenza dei servizi preliminare terminata nei giorni scorsi.DiRedazioneCondividi l'articoloClaudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)Dopo qualche ora di mistero, le prescrizioni della Soprintendeza in seguito alla Conferenza dei servizi preliminare riguardanti il progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio sono venute alla luce. E riguardano diversi punti cruciali del piano biancoceleste che obbliga i tecnici del club di Claudio Lotito a rivedere di fatto il proprio progetto.Come riporta l’edizione odierna della Repubblica-Roma, la prima conseguenza è una riduzione della capienza del nuovo Flaminio: si dovrebbe passare infatti dai 50mila del progetto laziale a una cifra intorno ai 43mila. Un provvedimento che è diretta conseguenza delle prescrizioni della Soprintendenza che riguardano l’attuale pensilina sulla cosiddetta tribuna nobile e il guscio esterno presente nel progetto Lazio per sorreggere il secondo anello. Nel dettaglio, la Soprintendenza chiede «un alleggerimento dell’elemento dell’anello esterno per poter percepire maggiormente lo stadio preesistente» e di «rispettare la struttura (della pensilina vincolata)» ricordando come questa non sia modificabile e dovrà essere conservata «come sta avvenendo allo stadio Franchi di Firenze», sempre di Nervi.Per questo la Lazio prevede nel suo piano B, per cui è già al lavoro, di non toccare la pensilina e di conseguenza di non alterare in alcun modo la tribuna nobile, ma comunque di aumentare di 20mila posti la capienza originaria dell’impianto grazie a una nuova estensione delle curve e dell’altra tribuna, posta al margine superiore dell’attuale struttura. A non subire modifiche, rispetto al primo progetto, dovrebbe essere invece il nuovo tetto.Nelle prossime settimane verrà presentato questo nuovo progetto, che è in una fase embrionale. Un cambio di rotta che comunque non ha scalfito più di tanto la soddisfazione della Lazio di aver ricevuto il via libera, anche se con riserva come detto su diversi punti. Positivo anche il riscontro del Comune di Roma. Invece un certo disappunto è arrivato dalla Fondazione Nervi che in una nota sottolinea: «Il richiamo al Franchi è quanto di peggio la Soprintendenza avrebbe potuto fare, in quanto riferito alla totale manomissione di quello stadio».Developed by 3x1010