Mer, 12 Ago 2026I 20 club con i fatturati più alti in Europa raccolgono 11 miliardi, più del 50% ricavi delle top cinque leghe del Vecchio Continente. A dominare è come sempre la Premier League.DiRedazioneCondividi l'articolo(Photo by Adam Pretty/Getty Images)Il calcio in Europa continua a crescere in termini di valore, ma sono almeno due i campanelli di allarme per il sistema: la metà dei club continua a essere in perdita e le 20 società con i ricavi più alti raccolgono più del 50% degli introiti delle top 5 leghe del Continente, pari a 11 miliardi.Come riporta il rapporto “The Three Forces Reshaping the Beautiful Game” del Boston Consulting il calcio del Vecchio Continente vale 38 miliardi di euro, ma i bilanci restano in sofferenza nonostante l’aumento vertiginoso del numero di partite e competizioni. Insomma, più il movimento cresce e più diventa difficile per il sistema nel suo complesso trovare il giusto equilibrio. Un vero paradosso.Come detto, poi, la ricchezza si sta sempre più spostando verso l’alto con le 20 società che fatturano di più che mettono insieme ben 11 miliardi di euro. Il tutto grazie a un mercato dei diritti televisivi internazionali mai così ricchi. Ma c’è un campionato che recita la parte di una vera e propria super Lega: la Premier League, passata da 500 milioni di sterline nel 2010 a oltre 2,2 miliardi oggi (pari a 2,57 miliardi di euro). Ovviamente più ricavi porta a un peso maggiore nel calciomercato, come dimostra quello interno, con prezzi irraggiungibili per le altre leghe (soprattutto a livello medio-alto) e anche per quello inter-leghe con le società di Premier difficilmente superabili quando si scatena un’asta. E se capita dall’altra parte c’è un altro colosso europeo come possono essere Real Madrid, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco.Rimanendo alla Premier, una retrocessioni in Championship, a testimonianza della differenza colossale, può far perdere a una società anche più di due terzi del proprio fatturato. Nel 2022/23 i club del massimo campionato inglese hanno investito circa 5,7 miliardi di sterline sui giocatori, quasi il 90% dei ricavi dell’intera Lega. Nonostante le regole imposte dalla UEFA, come il tetto al 70% dei ricavi imposto per la spesa degli stipendi, la ricchezza si sta continuando a concentrare nei club che, guarda caso, arrivano in fondo alla Champions League, la competizione per club più ricca del mondo. Inoltre, c’è un fenomeno sempre più reale negli ultimi anni, la multiproprietà. I gruppi multi-club controllano ormai quasi 400 club in tutto il mondo, nonostante nel passato recente ci fossero norme, ora decisamente più permissive, che puntavano a limitare il fenomeno. Non ci sono riuscite come si vede dai numeri attuali.Come detto, in uno dei cortocircuiti nel sistema da 38 miliardi, c’è l’aumento delle partite con la creazione di nuove competizioni (Mondiale per Club FIFA) e l’allargamento di quelle già esistenti (Champions, Europa League e Conference, ma anche i Mondiali per nazionali). Questo porta a un rischio sempre più alto per quanto riguarda il numero degli infortuni dei calciatori. Quei protagonisti che costa sempre di più ingaggiare, sia per quanto riguarda il cartellino e ingaggio.Nel suo report, Boston Consulting porta in esempio quattro possibili prospettive per il futuro prossimo del calcio: un calcio più sano nei conti ma più diviso tra pochi giganti e tutti gli altri; leghe minori pronte a unirsi per difendersi dalla forza commerciale dei grandi tornei; un tetto alle partite imposto dai calciatori che costringerebbe federazioni e competizioni a ridisegnarsi. La quarta guarda fuori dal sistema e indica nella Kings League e nella britannica Baller League un modello a cui ispirarsi per conquistare un pubblico giovane e nuovi investimenti pubblicitari.Developed by 3x1010