Le crisi economiche vissute dall’Europa negli ultimi 15, quasi 20 anni ormai, dal 2008, non hanno generato le fragilità del continente, ma si sono limitate a mascherare una cosa che era già dentro. Infatti shock come la pandemia, la crisi energetica, le tensioni geopolitiche sono fattori di stress, ma il problema dell’Europa è strutturale, è pregresso, è creato dall’Europa stessa. Il problema è nella lentezza dell’architettura istituzionale europea, ma soprattutto nella filosofia, nella “mission”, nella “vision” di questa Unione Europea, che è radicalmente sbagliata.È incentrata attorno a una sola cosa, che è il denaro. Loro lo chiamano “l’Euro”, io lo chiamo “denaro”, è la stessa cosa. Per me si potrebbe chiamare taller o doblone, non me ne frega nulla di quello. Il fatto è che si mette al centro il denaro invece dell’uomo. Questa è la differenza tra l’economia umanistica e l’economia invece capitalistica. Io metto al centro l’uomo, non il denaro.Il denaro al posto dell’uomo: la vera frattura con USA e CinaA differenza poi di altri mondi capitalistici come gli Stati Uniti e la Cina, l’Unione Europea ha una frammentazione dei capitali, una frammentazione delle politiche industriali, energetiche, fiscali e via discorrendo. L’energia è stata certamente il fatto più lampante che ha rappresentato questo divario, perché le dipendenze strategiche riducono la capacità di investimento.E poi l’altro errore strategico è stata la Banca Centrale Europea. Io lo racconto da tanti anni: avere stabilito l’indipendenza della Banca Centrale dai governi e dai parlamenti significa avere stabilito l’indipendenza della Banca Centrale dai cittadini, e cioè dal sistema democratico. Vuol dire che la Banca Centrale agisce al di fuori del sistema democratico. Questo squilibrio scarica il costo della stabilizzazione sugli investimenti, sulla crescita, e nel confronto internazionale il divario tra la produttività di Unione Europea, Cina e Stati Uniti è destinato ad aumentare.Il popolo dei poveri e il popolo dei vecchiInoltre noi abbiamo un grave problema: siamo il popolo dei poveri e il popolo dei vecchi. Così ci vedono nelle altre parti del mondo, solo noi pensiamo ancora di essere i popoli coloniali di 100-150 anni fa. La risposta dell’Europa tende a rimanere prevalentemente reattiva, lavorando sempre a manovre tappabuchi, a cure palliative.Dipenderà invece dalla capacità, secondo me, da parte di qualcuno di ascoltare parole tipo le mie, e cioè dal fatto che non è un problema di questa o quella crisi. Non si tratta di una crisi, ma – come io scrivo sui miei libri da tanti anni – di un cambiamento deliberato e pianificato di sistema economico. Abbiamo voluto creare un’Europa dei ricchi e abbiamo creato pochissimi ricchi. E un’Europa di poveri.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Perché Unione Europea ed Euro sono destinati a fallire appeared first on Radio Radio.