E se alla fine la “bomba” che, a detta dei pm, doveva lanciarlo in politica finisse con l’affossarlo? Molto si può dire sulle chat tra Ranucci e Lavitola, sul fatto che il conduttore di Report – pur non avendo mai detto sì al progetto politico del faccendiere – abbia dimostrato via via una certa “apertura” all’ipotesi, tanto da mettere mano al famoso sondaggio che lo riguardava. Molto si può dire sul rapporto tra i due, sulla fraterna amicizia che secondo la Procura di Roma si era trasformata in una sorta di “manipolazione” da parte di Lavitola ai danni di Ranucci. Però la vera partita per Sigfrido – che non è indagato e che nulla sapeva dell’ordigno – adesso si gioca ad un altro livello, quello del codice etico della Rai.Ieri Matteo Salvini è entrato a gamba tesa nella faccenda chiedendo, di fatto, un passo indietro al conduttore di Report. Ranucci l’ha letta come una ingerenza, una sorta di defenestrazione, un editto bulgaro. Ma è chiaro che l’arresto di Lavitola e la stretta conoscenza tra i due costringerà la Rai a prendere una decisione per tutelare il marchio di una trasmissione che nasce prima di Sigfrido e che ha all’interno tanti professionisti pronti a prenderne il posto, alcuni che avrebbero – dicono le cronache – già preso in mano la situazione in vista di un addio del conduttore. Voci confermate da diversi quotidiani sussurrano che la relazione finale del Comitato Etico della Rai potrebbe arrivare verso Ferragosto e addirittura oggi. Il verdetto sarebbe quello della sospensione, facendo così in modo che a novembre il programma riprenda (i pezzi sono già stati assegnati) ma senza conduttore. O magari con qualcuno di interno che lo sostituisca, un singolo (ancora da scegliere) oppure due “consoli” interni alla redazione. Nel frattempo, peraltro, Ranucci raggiungerebbe i requisiti per la pensione.C’è poi un’altra questione da considerare. Nelle carte della procura contenute nell’ordinanza di arresto di Valter Lavitola non c’è nulla che faccia ipotizzare che il faccendiere abbia influito in qualche modo sulle inchieste di Report, ma una informativa della polizia giudiziaria – scrive Repubblica – “mette in fila anni di rapporti tra Lavitola, Ranucci e la trasmissione: incontri, messaggi, interviste, suggerimenti per possibili inchieste”. Una presunta influenza che riguarderebbe alcune delle inchieste della trasmissione, in una si sospetta che abbia pure concordato dei tagli, ricostruzione prontamente smentita da Ranucci (“Lavitola non ha mai avuto nessuna influenza sulle inchieste di Report. E l’unica volta che ci ha messo la faccia, con due interviste sulla vicenda Canadair ed eredità Berlusconi, non gli è stato fatto mai alcuno sconto”).Infine, l’ultimo problema per Ranucci si chiama “riservatezza del materiale aziendale”. Il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini, gli aveva inviato una lettera chiedendogli maggiore equilibrio nella scelta dei temi delle inchieste. Ranucci – si evince dall’ordinanza – girò quella mail a Lavitola. Lop stesso accadde per una circolare organizzativa dell’Ad Rossi.Staremo a vedere.L'articolo Ranucci “manipolato” da Lavitola? La Rai vicina al verdetto: ipotesi sospensione da Report proviene da Nicolaporro.it.