Cosenza, 34enne morto dopo un pestaggio: fermati due fratelli residenti in Lussemburgo

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Svolta nelle indagini sulla morte di Antonio Perrotta, 34enne morto dopo un pestaggio che si è consumato fuori da una discoteca di Sangineto, in provincia di Cosenza, nella notte tra sabato e domenica. Sono stati fermati due fratelli, originari di Belvedere Marittimo ma residenti in Lussemburgo. Nei confronti dei due, si legge in un comunicato della Procura di Paola, sono stati “isolati elementi gravemente indiziari” circa “un presunto coinvolgimento”. Il lavoro degli inquirenti, coordinati dal Procuratore Domenico Fiordalisi, si concentra sulla visione delle immagini di sorveglianza della zona. I due fratelli, assistiti dall’avvocato Alessandro Gaeta, sono due ventenni, uno dei quali giocatore di rugby, e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio. A quanto si apprende i due giovani avevano già pronto il biglietto per rientrare in Lussemburgo nei prossimi giorni. Il lavoro degli inquirenti prosegue per fare piena luce sui fatti visto che sono ancora tanti i punti oscuri da chiarire. Giovedì 13 agosto si svolgerà l’autopsia sul corpo della vittima mentre la discoteca, la cui licenza è stata sospesa per 15 giorni, già ieri aveva sottolineato che Perrotta non era un dipendente. Non è dunque da escludere la possibilità che il giovane, padre di quattro bambini, come sostenuto dall’associazione Giorgio La Pira sui social, svolgesse questa attività solo per arrotondare.Intanto continuano ad arrivare messaggi di cordoglio per quanto successo. Sui social il sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini, ha espresso dolore per la morte di Perrotta ribadendo “il sostegno totale verso l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, rinnovando la nostra totale disponibilità a collaborare in piena sinergia”. Anche il Consiglio provinciale di Cosenza ha espresso “il proprio profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia di Antonio Perrotta, tragicamente e brutalmente ucciso mentre svolgeva il lavoro di buttafuori in una discoteca di Sangineto”. “Una morte assurda e ingiusta – si legge in una nota -, che ha spezzato una giovane vita e gettato nel dolore più profondo i familiari, lasciando sgomenta e incredula un’intera comunità. Antonio, con il proprio lavoro, cercava semplicemente di contribuire al sostentamento della sua famiglia e di costruire per i suoi cari una vita più serena e dignitosa. Non può e non deve esserci alcuna giustificazione per una violenza tanto cieca e spropositata”. Questo articolo Cosenza, 34enne morto dopo un pestaggio: fermati due fratelli residenti in Lussemburgo proviene da LaPresse