La California blocca l’acquisizione di Warner: Paramount pronta a lasciare Hollywood

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Gio, 13 Ago 2026David Ellison, amministratore delegato del gruppo e figlio del fondatore di Oracle Larry Ellison, ha ottenuto dal board il via libera a un piano che prevede il trasferimento fuori dallo Stato nell’arco di cinque anni.DiRedazioneCondividi l'articolo(Image credit: DepositPhotos.com)Paramount potrebbe ridimensionare drasticamente la propria presenza in California proprio mentre si gioca una delle operazioni più rilevanti dell’industria dell’intrattenimento. David Ellison, amministratore delegato del gruppo e figlio del fondatore di Oracle Larry Ellison, ha ottenuto dal board il via libera a un piano che prevede il trasferimento fuori dallo Stato di una parte significativa delle attività.L’ipotesi è di spostare nell’arco di cinque anni gran parte dei posti di lavoro legati al cinema e alla televisione. A riportarlo è il Corriere della Sera, secondo cui la prima fase del trasferimento potrebbe partire già dal 1° ottobre. La decisione rappresenta un ulteriore fronte nella battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, operazione dal valore complessivo intorno ai 110 miliardi di dollari.La partita per Warner e il nodo dell’antitrustEllison sembrava aver messo la propria offerta in una posizione favorevole dopo aver superato la concorrenza di Netflix e aver ottenuto il via libera del Dipartimento di Giustizia statunitense e di 66 giurisdizioni estere. Il quadro regolatorio si è però complicato a luglio, quando la California e altri undici Stati hanno avviato un’azione legale per bloccare la fusione. Secondo le autorità coinvolte, l’operazione rischierebbe infatti di ridurre la concorrenza nel settore cinematografico e nella televisione via cavo. Il processo è stato fissato per il 2 marzo 2027.Per Paramount il fattore tempo è diventato così particolarmente pesante. La rapidità dell’iter regolatorio era stata infatti presentata come uno degli elementi di forza dell’offerta. Nei documenti depositati presso la Sec, la società aveva indicato la progressiva maggiorazione del prezzo come una dimostrazione della fiducia nella «rapidità e certezza» dell’approvazione. Ora quella stessa clausola rischia di trasformarsi in un costo crescente.Il conto saleA partire dal 1° ottobre Paramount dovrà riconoscere agli azionisti di Warner circa 7 milioni di dollari al giorno, pari a circa 650 milioni di dollari per trimestre, fino al closing dell’operazione. Se invece la transazione dovesse saltare per motivi regolatori nelle circostanze previste dall’accordo, Paramount potrebbe essere chiamata a pagare una termination fee da circa 7 miliardi di dollari. La pressione sui tempi dell’operazione aumenta quindi proprio mentre lo scontro con la California si intensifica.Lo scontro con Rob BontaAl centro della disputa c’è Rob Bonta, procuratore generale della California, che ha definito «ricatto» il progetto di Paramount di trasferire parte delle proprie attività fuori dallo Stato. Bonta non ha tuttavia chiuso completamente alla possibilità di una trattativa, a condizione che Paramount accetti «rimedi strutturali reali e robusti». Dal gruppo di Ellison è arrivata una risposta altrettanto netta: «tutto è ancora sul tavolo».Secondo Bloomberg, il trasferimento potrebbe partire dalla sede del gruppo per poi coinvolgere progressivamente le attività cinematografiche e televisive. Tra gli Stati considerati per accogliere parte delle attività figurano Tennessee, Texas e Georgia. Sul tavolo ci sarebbe inoltre l’ipotesi di mettere in vendita uno dei due grandi studios di Los Angeles.Una leva politica sulla CaliforniaLo spostamento delle attività, però, non farebbe decadere automaticamente il procedimento antitrust contro la fusione con Warner Bros. Discovery. La scelta di Paramount avrebbe quindi soprattutto una funzione negoziale e politica, aumentando la pressione sulla California mentre prosegue il confronto giudiziario. Ellison ha già superato uno dei principali ostacoli commerciali, conquistando Warner e battendo Netflix nella corsa all’acquisizione. Ora deve trasformare l’accordo in una transazione effettivamente conclusa. E il calendario gioca contro Paramount: dal 1° ottobre, ogni giorno di attesa potrebbe avere un costo di circa 7 milioni di dollari.(Image credit: DepositPhotos.com)Developed by 3x1010