«La montagna non sta semplicemente perdendo neve. Sta perdendo pezzi». A parlare è Giancarlo Lenatti, 69 anni, guida alpina, maestro di sci e da trent’anni gestore del rifugio Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca, a 3.609 metri sul Pizzo Bernina. Gestisce la struttura più alta della Lombardia e aveva accumulato provviste fino al 20 settembre, ma ora è costretto a chiudere per il caldo. «Ho conosciuto estati difficili, ma questa volta è diverso». A preoccupare sono soprattutto le condizioni tra i 2.800 e i 3.000 metri, dove neve e ghiaccio stanno cedendo, i crepacci si allargano e le rocce appaiono instabili. Le temperature troppo alteIl problema è legato alle temperature eccezionalmente elevate. «Lo zero termico è salito oltre i 4.200 metri», spiega Lenatti al Corriere della Sera, descrivendo gli effetti sul permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato che contribuisce a mantenere compatte le rocce in alta quota. Con il disgelo, continua a colloquio con Francesca Sala, «la roccia perde coesione». Nei giorni scorsi il gestore ha assistito anche al distacco di una massa di sassi e ghiaccio proprio sotto il rifugio. «È stato un attimo. Prima la montagna era ferma, poi ha cominciato a muoversi». Sul ghiacciaio sono comparse, inoltre, voragini e crepacci che in alcuni punti rendono impossibile il passaggio. Una situazione che ha spinto il Cai a disporre la chiusura del rifugio, nonostante la stagione fosse stata programmata fino a settembre e le prenotazioni fossero esaurite.«La montagna così non è sicura»«Le guide alpine, che conoscono questi itinerari e sanno muoversi in condizioni difficili, non riescono più ad arrivare. Questo dice tutto», riferisce il gestore del rifugio. «Non possiamo tenere aperta una struttura se per raggiungerla bisogna attraversare una montagna che in questo momento non offre garanzie». Per riaprire, spiega, servirebbe almeno un metro e mezzo di neve fresca e soprattutto il ritorno del freddo. «Dopo trent’anni, è la cosa che mi fa più impressione», conclude. L'articolo Valtellina, rifugio a 3.609 metri costretto a chiudere per il caldo. Il gestore: «Mai successo in 30 anni» proviene da Open.