Caro Porro, abbiamo davvero perso il rispetto per i morti

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Caro Porro, proprio qualche giorno fa avete ospitato in questo spazio la riflessione di un lettore sulla deriva in voga per quanto riguarda i messaggi di auguri omologati sui social e il conseguente ringraziamento, altrettanto stereotipato e impersonale. Personalmente, ho notato un fenomeno ancora più amaro, legato all’(ab)uso dei sistemi di fotoritocco che si appoggiano alla cosiddetta Intelligenza Artificiale, che, a dire il vero, ha ben poco di… intelligente!Proliferano infatti pagine su pagine sui social network a cui molti si rivolgono per chiedere di alterare la realtà di scatti domestici banali, inserendo sfondi di spiagge tropicali o feste prestigiose per impreziosire quel compleanno. Il dio dell’apparenza. Altri chiedono invece di eliminare dalle immagini alcune persone che… sono già state eliminate dalla propria vita di coppia. E fin qui, per quanto discutibile, il fenomeno rimane confinato nell’ambito della vanità e del rancore.Il vero baratro si raggiunge quando la richiesta di manipolazione invade il ricordo di chi non c’è più. Emerge allora una totale mancanza di sensibilità e di stile che sfugge all’umanità. Si arriva a chiedere all’algoritmo di mostrare come sarebbe stato da adulto un bimbo scomparso in tenera età, o addirittura di apportare alterazioni estetiche al ritratto di un genitore, specificando con molta nonchalance che la foto è della propria cara mamma, nonna o zia appena deceduta. È proprio il caso di dire: con il corpo ancora caldo… hanno già pensato a ritoccare le foto!Questo, a mio parere, è un vero e proprio accanimento digitale, che ci dimostra l’incapacità profonda di accettare il lutto e, soprattutto, la realtà: manipolare artatamente il volto di un defunto per renderlo più gradevole, né più né meno come si fa con i post su Instagram, equivale a profanare la sacralità della memoria, calpestando la dignità stessa della persona.Eppure i nostri avi latini fondavano la civiltà sul culto della pietas, un rispetto sacro e inviolabile per i defunti e per la memoria familiare. È amaro constatare che, in nome della modernità tecnologica, abbiamo smarrito proprio quella sensibilità ancestrale, riducendo anche la morte a un banale contenuto da editare. Ci offre un quadro del degrado culturale drammatico della nostra società: un mondo superficiale ed effimero che, pur di inseguire un’estetica fintamente patinata, smarrisce ogni forma di pudore e di umanità anche davanti alla morte. Molto cordialmente,Marzia Novellini, 9 agosto 2026L'articolo Caro Porro, abbiamo davvero perso il rispetto per i morti proviene da Nicolaporro.it.